Home Sport Severgnini, dialogo senza filtri con la “generazione del telefono”

Severgnini, dialogo senza filtri con la “generazione del telefono”

MANTOVA Quando si parla di giovani, non sempre si fa sulla base della conoscenza di questo mondo. Ha cercato di varcare il muro dell’incomprensione lo scrittore e giornalista Beppe Severgnini in un incontro diretto, vivace, senza copioni e senza barriere all’Istituto Arco-Este di Mantova che si è tenuto ieri mattina con gli studenti delle classi quarte e quinte del Liceo delle Scienze Umane, indirizzo economico e sociale nell’aula magna dell’istituto. Di fronte ad una platea di circa cento studenti, ha introdotto il professor Gianluca Billo, referente del progetto, che ha spiegato le finalità del progetto Peses, promosso dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e diretto dal professor Carlo Cottarelli, che ogni anno porta nelle scuole figure di primo piano del mondo economico, culturale e sociale. Quest’anno il faccia a faccia con le ragazze e i ragazzi che frequentano gli ultimi due anni della scuola e che sono prossimi agli esami è stato sul tema: “Io sono vecchio, voi no. Domande?”. Severgnini si è confermato un abile mattatore che con il suo stile brillante e pungente ha saputo coinvolgere e concentrare l’attenzione degli studenti sui temi di attualità, sulle esperienze di studio fatte all’estero, sui cambiamenti sociali, sul rapporto tra genitori e figli. Ha sollecitato i giovani ad intervenire e a porre domande fin dalle prima battute. Molti gli stimoli arrivati dalla platea che hanno consentito di mettere in atto una conversazione autentica, capace di offrire spunti di riflessione e di dare risposte. Un elemento che differenza le due generazioni, quella di Severgnini degli anni Cinquanta, e quella di chi ha sedici e diciassette anni oggi, è la presenza del telefonino che a partire dal 2007 ha cambiato la vita e le abitudini di tutti perché siamo sempre reperibili e rintracciabili in ogni momento. “Nonostante questo – ha commentato Severgnini -, gli adulti considerano l’attuale una generazione di disagiati e fanno fatica ad accettare il disagio e l’infelicità che attraversa l’universo giovanile”.