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Tribunale di Via Poma sotto pressione: Pochi giudici, amministrativi dimezzati e carceri oltre il limite

MANTOVA – Un tribunale con evidenti carenze d’organico tra il personale amministrativo e una procura che solo di recente ha ricevuto qualche rinforzo (manca ancora un Pm) riescono a stare al passo con i propri impegni nonostante tutto. E’ un’immagine in chiaroscuro quella della giustizia di via Poma tracciata dal report presentato ieri in Corte d’Appello a Brescia per l’inaugurazione dell’anno giudiziario. Il Tribunale di Mantova lamenta infatti una scopertura di personale amministrativo del 46%, con la presenza di 28 Aupp sui 33 previsti, 1 tecnico dell’amministrazione e 2 operatori. Il Presidente del Tribunale di Mantova ha sottolineato che la riforma Cartabia ha riversato in materia di famiglia e filiazione un aggravio di carico di lavoro che si è rivelato di straordinaria gravosità alla luce dei nuovi procedimenti cautelari a tutela dei soggetti deboli della famiglia, come introdotti dalla normativa. Ha pure ricordato che l’attuale incombente imposto dalla sentenza della Corte Costituzionale in materia di Tso ha ulteriormente appesantito la gestione ordinaria della trattazione degli affari civili assegnati al Gruppo specializzato in materia di famiglia e di volontaria giurisdizione. Questo al netto di quanto rimarcato nel proprio intervento dalla presidente della Corte d’Appello di Brescia Giovanna Di Rosa, che nel sottolineare come a suo avviso la separazione delle carriere per i magistrati non serva alla giustizia, ha ricordato che l’attuale organizzazione del distretto di Corte d’Appello appare inadeguata a supportare un territorio come quello di competenza, quello delle province di Brescia, Bergamo, Mantova e Cremona, che costituiscono uno dei più importanti poli produttivi italiani. Anche le strutture penitenziarie presentano una carenza di organico della polizia penitenziaria significativa: a Mantova è scoperto del 50% il ruolo dei Commissari e del 16% quello dei Sovrintendenti. Nessun istituto è a capienza regolamentare, perché là dove il sovraffollamento è minore (la Casa Circondariale di Mantova ha un sovraffollamento del 132,99%) , il dato è comunque ampiamente fuori dalla previsione di base. Sul territorio del Distretto di Brescia insiste la Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (R.E.M.S.) di Castiglione dello Stiviere presenta criticità sotto il profilo della sicurezza, tanto che diversi internati (7 nel periodo, di cui solo 1 senza rientro). Riguardo al personale, in tribunale a Mantova vi è l’attuale scopertura di sei giudici, e per i giudici di pace la copertura è di 5 su 9.