Mantova Condannato a due anni di reclusione, col riconosciuto beneficio della sospensione condizionale della pena, a fronte invece dei quattro anni e sei mesi di carcere avanzati in requisitoria dal pubblico ministero Silvia Bertuzzi. Questo quanto deciso ieri dal collegio dei giudici, presieduto da Giacomo Forte, nei confronti di un 39enne maresciallo dei carabinieri, finito a suo tempo sotto accusa circa le ipotesi di accesso abusivo a sistema informatico e rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio. I fatti a lui ascritti risalivano nello specifico al periodo compreso tra il marzo e l’ottobre del 2018 quando il militare, all’epoca in servizio alla stazione dell’Arma di Bagnolo San Vito, era stato coinvolto nell’inchiesta sulle frodi alimentari alla ex Bustaffa (ma gestita al tempo da Mantua Surgelati), di cui questo procedimento era di fatto uno stralcio giudiziario. Delle dieci persone finite a processo, tre alla fine erano state condannate mentre per tutti gli altri era arrivata l’assoluzione. Tra questi ultimi anche lo stesso maresciallo a cui venivano contestati ripetuti accessi non autorizzati alla banca dati Sdi, in uso alle forze dell’ordine, relativamente a notizie riservate coperte da segreto istruttorio afferenti in qualche modo parenti e conoscenti. Nel corso delle precedenti sedute dibattimentali era quindi stata decisa l’acquisizione delle intercettazioni telefoniche – già oggetto di un acceso braccio di ferro tra accusa e difesa nel precedente filone processuale – in merito all’individuazione e valutazione di possibili requisiti di reato nel novero delle conversazioni da trascrivere. Di diverso avviso invece la difesa che aveva proposto istanza assolutoria. Motivazioni tra 90 giorni. (loren)






























