MANTOVA Era finito a processo in quanto indicato da un conoscente quale spacciatore di sostanze stupefacenti. Sul banco degli imputati si era così ritrovato un 35enne albanese residente nell’Alto Mantovano. Segnatamente i fatti a lui ascritti risalivano al gennaio del 2021 quando ad incastrarlo, così come poi effettivamente appurato in sede dibattimentale, era stata la querela presentata alle forze dell’ordine da un coetaneo italiano col quale poco prima aveva stipulato un contratto di compravendita per l’acquisto della sua vecchia auto. L’acquirente però, una volta venuto in possesso della vettura, avrebbe fin da subito riscontrato vari difetti di funzionamento del veicolo, pretendendo così di contro l’ immediata restituzione della somma pattuita. La controparte però non ci aveva sentito respingendo ogni responsabilità. Così, per vendicarsi, l’altro lo aveva denunciato per spaccio di droga, pur senza motivo. Una vicenda approdata quindi in aula e conclusasi ieri con sentenza di piena assoluzione dell’imputato, difeso nella circostanza dall’avvocato Gianfranco Manuali, così come proposto pure dal pubblico ministero. Di contro invece, il giudice Greta Dondi, ha disposto il ritorno degli atti processuali alla procura per quanto concerne la posizione del denunciate circa la valutazione a proprio carico della fattispecie di reato di calunnia.

































