Home Eventi E ci sei… adesso Eros! Trionfo per Ramazzotti al PalaUnical

E ci sei… adesso Eros! Trionfo per Ramazzotti al PalaUnical

MANTOVA 

Buona la prima, anzi la… zero per Eros Ramazzotti. Il concerto di mercoledì sera al PalaUnical di Mantova, che fungeva appunto da prova generale per il nuovo tour mondiale in partenza sabato da Parigi, si è risolto in un autentico trionfo. Del resto, le premesse c’erano tutte: un artista di caratura mondiale, da 42 anni sulla breccia, amatissimo da un pubblico trasversale che pochi altri possono vantare; una scaletta ben dosata, che ha giustamente privilegiato i brani storici, tralasciando la modesta produzione più recente. La sorpresa è stato il “ripescaggio” di vere e proprie chicche del passato, che Eros non cantava da tempo e che era giusto presentare ai fan più giovani. Come l’iniziale Taxi story, di taglio cinematografico, tratta da uno degli album chiave della sua carriera: In ogni senso (correva il 1990). Rotto il ghiaccio, parte la carrellata delle hit con Dove c’è musica, accolta da un boato del pubblico. Eros comincia a scaldarsi, percorre in lungo e in largo il bel palco disegnato per l’occasione, e arriva perfino a “tuffarsi” sui fan delle prime file (ben lieti di sostenerlo). Sul finale di Un cuore con le ali, altro pezzo rispolverato dal passato, fa capolino un omaggio a Pino Daniele e alla sua A me me piace ‘o blues. Blues che da sempre piace allo stesso Ramazzotti, il quale dona ad ogni interpretazione un colore sempre diverso, dando per l’ennesima volta prova di grande padronanza vocale. Si diverte a cantare e si diverte il suo popolo a fargli da coro, come accade  su Quanto amore sei Un’emozione per sempre. Una delle due concessioni all’ultimo album è Stupide parole romantiche, di cui salviamo la bella apertura melodica del ritornello; l’altra, più avanti, sarà Il mio giorno preferito, singolo di lancio scritto con Tommaso Paradiso. Fantastica la band, diretta dal fido Luca Scarpa, e composta da: Christian Rigano alle tastiere con lo stesso Scarpa; Brian Frasier Moore alla batteria; Paolo Costa al basso; Giorgio Secco Antonio Cirigliano alle chitarre; Ramon Montagner alle percussioni; Marco Scipione (protagonista di una divertente gag nel finale) ai sassofoni; Alessandro Lopane alla chitarra e ai cori. A proposito di cori, applausi scroscianti a Zoe Ranno, Monica Hill Sara Deop che da soliste hanno duettato con Eros rispettivamente in I belong to you (in luogo di Anastacia), Più che puoi (Cher) e La luce buona delle stelle (Patsy Kensit: ve la ricordate?). Su Stella gemella Ramazzotti dà un saggio delle sue abilità di chitarrista. E’ il preludio all’emozionante esecuzione di Adesso tu, che proprio nel 2026 festeggia i 40 anni dalla vittoria al Festival di Sanremo. Forse per questo, Eros la ripropone con l’arrangiamento originale firmato dal grande Celso Valli (che sarebbe stato giusto anche menzionare e ricordare). Lo stesso accade per Una storia importante, altra pietra miliare del “nostro”. Il grande schermo centrale manda riflessioni esistenziali, ma proietta anche il video de L’aurora che Ramazzotti interpreta in duetto virtuale con Alicia Keys (rivedremo i due ospiti a Sanremo, nella terza serata). Inevitabile la dedica “alla più bella di tutte”: la figlia Aurora, appunto. Che compare a sorpresa più avanti, sulle note di Un’altra te. E’ il momento più tenero della serata: padre e figlia abbracciati che cantano e ballano trascinati da una gioia autentica e condivisa dal pubblico. D’impatto il medley di tre canzoni dei primi album, rispolverate per l’occasione: Emozione dopo emozione, Un nuovo amore e Questo mio vivere un po’ fuori. Ma il momento emotivamente più intenso coincide con l’epica suite Musica è, che Eros propone nella sua versione integrale di 11 minuti con straordinario trasporto. Il finale, “Musica è… pace”, tocca le corde dell’anima, strappa applausi e qualche lacrima sugli spalti. Si va verso l’epilogo. Ramazzotti sciorina uno dopo l’altro brani immortali: da Se bastasse una canzone alla primordiale Terra promessa, da Fuoco nel fuoco alla splendida Cose della vita. Continua a giocare col pubblico, ogni tanto si fa scappare qualche parolaccia (ma alla fine si scuserà) perchè il microfono è spento o le luci non illuminano bene chi di dovere. Del resto, è la data zero: inevitabile ci sia qualcosa da perfezionare. Nel bis, una versione acustica molto suggestiva di Un angelo disteso al sole (con evidenti echi battistiani) e l’immancabile Più bella cosa, con tripudio generale e quel “Grazie di esistere” urlato a squarciagola dall’intero palazzetto. Serata riuscitissima, Eros visibilmente soddisfatto. Il suo viaggio per il mondo può (ri)cominciare.
Gabriele Ghisi