GOVERNOLO La Governolese ha scelto di voltare pagina affidando la panchina a Patrick Manzini. Da ieri l’ex tecnico della Medolese, figlio d’arte, è ufficialmente il nuovo allenatore dei Pirati, chiamato a sostituire Luca De Martino, che aveva rassegnato le dimissioni dopo la sconfitta casalinga di domenica pomeriggio contro la Verolese. Dimissioni accettate dalla società presieduta da Fabio Bronzatti, al termine di un lungo consiglio che lunedì si è protratto fino a tarda sera. Una decisione maturata in un momento delicatissimo della stagione. I Pirati, inseriti nel girone E di Promozione, occupano attualmente la penultima posizione con 20 punti, gli stessi del Valcalepio, a cinque lunghezze dalla salvezza diretta. Preoccupante anche il rendimento recente, con appena due punti conquistati nelle ultime cinque giornate, mentre all’orizzonte c’è un calendario tutt’altro che agevole: domenica prossima i Pirati saranno infatti ospiti della capolista San Pancrazio nel più classico dei testacoda. La società, come vi abbiamo raccontato, ha valutato diversi profili prima di sciogliere le riserve. Tra i nomi circolati figuravano, tra gli altri, Battistelli, Gola, Artoni e Cogliandro. Parallelamente, nella mattinata di ieri, al direttore sportivo Rudy Tavernelli è stata comunicata l’interruzione del rapporto con il club: Tavernelli aveva indicato come possibili soluzioni tecnici non mantovani come Inverardi, Zucchi e Colantoni.
Alla fine, come detto, la scelta è ricaduta su Manzini, allenatore con esperienze importanti nel panorama dilettantistico lombardo, avendo guidato in passato realtà come Sirmione Rovizza e Medolese. Un profilo ritenuto adatto a lavorare in un contesto sotto pressione e a gestire una situazione tecnica e mentale complessa. A fare il punto è il presidente Bronzatti, che spiega il senso della svolta: «La società ha sempre avallato le scelte tecniche, mettendo la squadra nelle condizioni migliori per esprimersi. Crediamo che questa rosa possa e debba rendere di più. La stagione era iniziata con altri presupposti, ma ora il tempo stringe, gli alibi sono finiti e non lasceremo nulla di intentato per raddrizzare la situazione».
Manzini eredita una squadra chiamata a reagire immediatamente, a partire da un esordio complicatissimo sul campo della capolista. Un banco di prova difficile, ma anche un’occasione per dare subito un segnale e provare a riaccendere la fiammella della salvezza.



























