VIADANA L’ultima partita del Rugby Viadana contro Biella ha messo in luce alcuni giovani gialloneri, volti puliti e occhi che non nascondono sogni, ambizioni e voglia di emergere. Ragazzi desiderosi di lasciare qualcosa alla società, alla città e alla gente di Viadana. Tra questi c’è senza dubbio il terza linea Ettore Colledan, protagonista di una prestazione solida e in crescita.
Ettore, come giudichi la tua esperienza fino a questo momento a Viadana?
«Mi sto trovando davvero molto bene, sento di stare crescendo tanto come giocatore. Mi sono integrato bene sia con i compagni sia con lo staff e credo che qui ci siano tutti i presupposti per migliorare ancora. È un ambiente in cui si lavora tanto e bene e questo, per un giovane, fa la differenza».
Con Biella è arrivata la tua prima maglia da titolare con Viadana: che emozioni hai provato?
«Sì, è stata la mia prima volta da titolare. Ero molto emozionato e anche parecchio in ansia, non lo nego. Però penso di aver risposto bene sul campo e di essere riuscito a dare una mano alla squadra, che era la cosa più importante».
Fango, freddo e un avversario che all’andata aveva sorpreso Viadana: mentalmente come avete affrontato la partita?
«All’inizio ci hanno messo un po’ in difficoltà, anche per via del campo bagnato e molto pesante. Poi però, grazie alla superiorità degli avanti, siamo riusciti a prendere il sopravvento. Credo che loro volessero metterci pressione soprattutto con i trequarti, ma siamo stati bravi in difesa e nel secondo tempo siamo riusciti a uscire alla distanza».
Cosa e chi ti ha portato a Viadana?
«Io giocavo al Tarvisium, dove allenava il fratello di Gibo Pavan. Poi, anche grazie al direttore sportivo De Marchi, sono entrato in contatto con Ulisse (Gamboa, ndr). Fin da subito ho avuto una sensazione molto positiva e ho deciso di venire qui. È una scelta che, fino a ora, mi sta ripagando molto».
Prossimo obiettivo Padova: come vivi l’attesa della semifinale di Coppa Italia?
«Sono parecchio in ansia, anche perché si tratta di una semifinale, una delle partite più importanti affrontate finora. Giocheremo contro il Petrarca e contro parecchi miei amici. Sarà sicuramente una gara dura e molto combattuta, ma sono convinto che se giochiamo al massimo possiamo portare a casa il risultato».
Potrebbe essere una delle partite chiave della stagione, sia per te che per la squadra: che clima c’è nello spogliatoio?
«Sì, senza dubbio è una partita fondamentale. L’umore nello spogliatoio è molto alto: veniamo da un’ottima vittoria casalinga e siamo tutti carichi. Ogni giocatore sta dando il proprio contributo per arrivare pronti a questa semifinale».






























