MANTOVA Tra le accuse più pesanti nel processo che vede un’insegnante rispondere di abuso di metodi di correzione, c’è una frase che la stessa avrebbe scritto alla lavagna: “quando sento M. piagnucolare mi vengono i brividi perché sembra mio figlio quando aveva 4 anni”. Una frase di cui si sono ricordati i due ex alunni della classe di terza media dell’anno scolastico 2021-22 in cui la donna, una 60enne, insegnava all’epoca dei fatti, sentiti ieri in aula come testimoni, e che sarebbe stata riferita a un loro compagno di classe affetto da autismo (sindrome di Asperger, ndr). Una frase di cui tutta la classe, compreso “M”, doveva fare l’analisi logica. Uno dei due testimoni, oggi 17enni, ha anche ricordato che l’insegnante avrebbe fatto uscire “M” di classe durante le lezioni, e poco altro ancora. Dal canto suo l’imputata, sentita di seguito, ha detto di non ricordare di avere scritto quella frase alla lavagna, per poi aggiungere che sì, era una frase “nostalgica” perché le ricordava quando suo figlio era piccolo. Ha inoltre escluso di avere mai cacciato fuori dall’aula quel suo alunno affetto da autismo. Il processo è stato aggiornato all’aprile del prossimo anno, quando saranno sentiti altri due ex alunni e il consulente della difesa dell’imputata, sostenuta dagli avvocati Viviana Torreggiani e Marina Alberti, mentre i genitori dell’ex alunno si so no costituiti parte civile al processo con l’avvocato Katia Cipriani.

































