MANTOVA Non volevano creare incidenti diplomatici, e essere solo propositivi, ma l’emendamento al bilancio (formulato in 4 modi diversi) dal gruppo leghista in Comune ha finito per produrre uno scontro istituzionale. Più fondi alla sicurezza (300mila euro) e meno alla cultura, chiedono i lumbard Andrea Gorgati, Tommaso Tonelli e Eugenio Anceschi. A stretto diro di posta la replica dell’assessore alla partita Iacopo Rebecchi: «La Lega faccia pace con se stessa. Mantova è tra le città che investe di più nella sicurezza».
Nello specifico, attraverso le proprie proposte di correttivo al bilancio previsionale 2026, che andrà al voto entro il mese, il carroccio sostiene di presentare «un solo emendamento formulato in quattro modi diversi per cercare di intercettare il consenso della maggioranza. Si vuole cosi evitare ogni speculazione politica non presentando una valanga di emendamenti solo per rallentare le votazioni. Si propone quindi di ridurre i finanziamenti al settore cultura e immetterli nel circuito della pubblica sicurezza».
Per i leghisti nel 2026 sarà a pieno regime la Collezione Sonnabend, e «quindi questo evento sarà il motore della promozione della città almeno per tutti i prossimi 12 mesi». Si può quindi pensare «di dirottare fondi per 300mila euro da questo settore alla pubblica sicurezza» aumentando provvisoriamente il numero delle forze dell’ordine «oppure richiedere la collaborazione di qualche impresa di vigilanza privata, come avviene in tante città europee».
Proposta respinta al mittente dall’amministrazione prima ancóra che arrivi in aula: «Il centrodestra faccia pace con se stesso – ribatte Rebecchi –. La finanziaria del governo Meloni sulla sicurezza ha messo zero euro, così come zero euro ha messo per le Polizie locali. Nel 2024 la Regione ha ridotto di quasi la metà le risorse per Polizie locali e sicurezza. Mantova investe oltre 5,6 milioni nella sicurezza urbana. È una delle città delle sue dimensioni che spende di più per garantire controllo del territorio, personale e tecnologie. Siamo ampiamente sopra la media regionale di agenti di Polizia locale in rapporto ai residenti».
Per Rebecchi «dopo dieci anni di investimenti continui, sentir dire che la sicurezza sarebbe trascurata è semplicemente falso. Ed è demagogico proporre di tagliare la cultura per spostare soldi sulla sicurezza: un agente assunto non lavora per un anno solo, ma per sempre. Non si possono finanziare costi strutturali con fondi presi una tantum dagli eventi culturali. Spegnere la cultura per accendere la paura non rende Mantova più protetta: la rende solo più buia. Infine, visto che 300mila euro sarebbero più del 30% delle risorse per la cultura, dicano a chi vogliono tagliarle: a Palazzo Te? Al Festivaletteratura? All’università?».
La sicurezza, conclude Rebecchi, «si costruisce in due modi: col controllo del territorio che garantiamo ogni giorno, e facendo vivere la città, con cultura e eventi che portano persone nelle piazze e tolgono spazio al degrado».





























