MANTOVA I numeri snocciolati dal vicesindaco e assessore al turismo Giovanni Buvoli
descrivono per i flussi turistici della città di Mantova un trend in crescita, passati dai 316mila visitatori del 2016 (anno in cui il capoluogo fu designato “capitale italiana della cultura”), ai 380mila dell’anno scorso, con un aumento del 16,85%. Numeri positivi, ma si può fare di più nella lettura critica di Forza Italia, che oltretutto rimprovera all’amministrazione di Mattia Palazzi
un ritardo di 10 anni sui tempi promessi.
«Le realtà urbane vicine a Mantova, come Verona, Brescia, Bergamo e comuni gardesani registrano da sempre presenze e visitatori ben superiori a quelle della realtà virgiliana», sottolinea in premessa il capogruppo azzurro Pier Luigi Baschieri.
Il grande assente nel campo del turismo cittadino è una struttura in grado di promuovere la città per 365 giorni all’anno, tenendo conto che oltre al turismo culturale troviamo anche quello religioso, sportivo, enogastronomico e quello per gli amanti della bicicletta.
Lo studio di fattibilità tecnica per la realizzazione di un consorzio turistico formato da Comune, Camera di commercio, associazioni di categoria e altri comuni della provincia risale al 2016, quando il sindaco era una fucina di idee e voleva mettere in piedi un nuovo soggetto pubblico-privato in grado di promuovere e commercializzare il territorio mantovano a 360 gradi.
«Quel progetto è rimasto solo sulla carta per l’indisponibilità dell’ente camerale che iniziava il suo doloroso iter di fusione con Cremona e Pavia, per le perplessità di vari enti associativi, e per l’assenza di interesse dei restanti comuni mantovani. Un sogno rimasto sulla carta che oggi andrebbe quanto mai ripreso per il semplice fatto che le città d’arte sono sempre più visitate e addirittura per alcune si parla di overtourism, di sovraffollamento turistico», prosegue il capogruppo berlusconiano.
Se è vero che Verona da sola raggiunge 1,1 milioni di turisti mediamente tutti gli anni, senza contare i restanti 13,6 milioni che affollano il lago di Garda, è altrettanto vero che la città di Brescia nel 2024 ha toccato 986.406 presenze e Bergamo ha toccato il record di 1.208.193 pernottamenti. Mantova dal canto suo, secondo i dati del vicesindaco, si ferma a 260mila presenze che sono da intendersi come il numero totale di notti trascorse dai clienti negli esercizi ricettivi (hotel e B&B).
«Oggi sia Brescia che Bergamo dispongono di società di promozione turistica per le loro città, Cremona sta mettendo in piedi un consorzio per rilanciare il proprio capoluogo. Il rischio concreto è quello di rimanere un passo indietro alle altre città – chiosa Baschieri –. Invito l’assessore Buvoli a riprendere in mano l’ipotesi di costituire un soggetto pubblico-privato per potenziare i flussi turistici e, se non competere con le città limitrofe, almeno ridurre il gap di visitatori e presenze. Ma per fare questo serve la collaborazione con la Provincia e i Comuni più attrattivi del circondario come quelli morenici che sfruttano da sempre la vicinanza ed i benefici turistici del Garda. Servono denari e risorse per mettere in piedi un consorzio turistico ben organizzato e con personale competente», conclude Baschieri.




































