Fratelli d’Italia: “Sanità lombarda, un modello ancora virtuoso”

MANTOVA In merito alle dichiarazioni e ai dati diffusi nel corso del recente convegno promosso da Alleanza Verdi Sinistra, con il sostegno del Partito Democratico, sulla presunta inefficacia delle Case di Comunità nel mantovano, Fratelli d’Italia respinge con fermezza quella che definisce «una narrazione parziale e pretestuosa». «Troviamo profondamente scorretto – dichiara Salvatore Scalia, dirigente provinciale di Fratelli d’Italia – che per mera propaganda politica si continui a screditare il lavoro di centinaia di professionisti sanitari che ogni giorno, in condizioni spesso difficili, garantiscono assistenza e cura sul territorio. Chi oggi parla di “scatole vuote” evidentemente non conosce la realtà operativa delle Case di Comunità mantovane o, peggio, la strumentalizza per alimentare sfiducia nei cittadini». La Casa della Comunità, come definita dal Pnrr (Missione M6C1), è una struttura cardine per la riforma della sanità territoriale. La Lombardia – e in particolare l’Asst Mantova – sta rispettando le scadenze del piano, con strutture già attive e operative che offrono servizi ben oltre quelli minimi previsti dalla normativa statale. «Mentre in Emilia Romagna la sanità pubblica, sotto la guida del centrosinistra, è in difficoltà con deficit finanziari, operatori sanitari sovraccarichi e cittadini che rinunciano alle cure per motivi economici, in Lombardia si lavora per una sanità concreta, efficiente e capace di dare risposte reali ai bisogni delle persone», rileva Scalia. «Non possiamo accettare che si ignorino gli importanti risultati già raggiunti: Viadana, Asola, Goito, Suzzara, Bozzolo e Quistello non solo sono operative, ma offrono una vasta gamma di servizi, con medici di medicina generale, infermieri di famiglia, ambulatori specialistici, consultori, servizi per la dipendenza e perfino assistenti sociali. L’integrazione socio-sanitaria, che per molti è solo uno slogan, qui è realtà», aggiunge il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Paola Bulbarelli. «ll sistema sanitario lombardo punta all’eccellenza attraverso un’integrazione efficace tra pubblico e privato accreditato, una gestione ottimale dei fondi e una struttura organizzativa moderna. Ne è dimostrazione la mobilità sanitaria: migliaia di cittadini di altre regioni scelgono i nostri ospedali per farsi curare. Questo perché, a differenza di quanto accade altrove, qui si investe davvero nella salute. Inoltre, anche nel mantovano il modello lombardo si concretizza». Il polo territoriale dell’Asst Mantova copre un bacino di oltre 404.000 abitanti su un territorio di 2.339 km², distribuiti in 64 Comuni. «Una realtà articolata e complessa, gestita attraverso 4 Distretti, 9 Case di Comunità (di cui molte già attive, 8 hub e 1 spoke), 5 Ospedali di Comunità, 6 Centrali Operative Territoriali, 10 ambulatori infermieristici aperti e un’integrazione stabile con i servizi sociali dei Comuni che forniscono un’importante rete di servizi, dai consultori familiari ai servizi per la salute mentale, dalla prevenzione ai servizi domiciliari e di cure palliative».