Home Cronaca Il “caro estinto” diventa sempre più… caro

Il “caro estinto” diventa sempre più… caro

MANTOVA Insomma, è proprio il caso di dire che nemmeno da morti si può riposare in pace. Lo scorso 15 gennaio la Tea – Servizî cimiteriali ha inviato al Comune una nota con la quale propone l’aggiornamento del tariffario nella misura del 100% dell’inflazione programmata, predisponendo anche un apposito tariffario relativo alla cremazione, in conformità ai valori di riferimento pubblicati dal ministero dell’interno per l’anno in corso. Proposta accettata dalla giunta, considerando che l’aumento Istat è stato valutato “equo e coerente” con il tasso d’inflazione relativo all’andamento economico.
I rincari in sé non si direbbero altissimi se letti in percentuale: il moltiplicatore da applicarsi alla tariffa base del 2006 diviene 1,3972267, determinando un livello tariffario massimo per la cremazione per il 2026 inferiore a quello del ’25. Ma il conto complessivo è quello che conta se ci si riferisce ai tabulati che dall’1 gennaio vedono la somma di 724,38 euro per cremazione di “cadavere”, 579,50 per “resti mortali” (da esumazioni), 543,28 per “parti anatomiche”, 241,46 per i “feti” e 292,68 per la “dispersione”.
Rincari programmati anche per tutte le altre operazioni inerenti ai servizî cimiteriali, che spaziano dalla tumulazione alla estumulazione, con numerose variabili a seconda delle collocazioni dei defunti all’interno del camposanto, della provenienza del defunto e persino dell’età dello stesso, e persino le pose di lapidi e accensioni di luce perpetua – oltre ai costi di manutenzione anch’essi molto variabili. Sulla carta non si tratta di grosse cifre, che variano dai pochi euro ad alcune decine. Sennonché è il costo generale dell’estremo “saluto” a costituire una cifra considerevole. Nel cimitero monumentale di Borgo Angeli, ad esempio, una tumulazione spazia da un minimo di 291 euro per cellette in “ultima fila” ai 3.847 per i loculi di fascia alta, o ai quasi 30mila euro per tombe di famiglia in concessione ventennale, sin quasi a 60mila per cappelle di famiglia.