Nella mattina del 27 gennaio 2026, una pattuglia dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, procedeva all’arresto di un cittadino ucraino, già sottoposto alla misura della libertà vigilata, resosi responsabile dei reati di resistenza e minaccia a pubblico ufficiale, nonché al suo deferimento all’Autorità Giudiziaria per i reati di detenzione abusiva di armi e guida in stato di ebrezza.
A seguito di chiamata di emergenza arrivata alla Sala Operativa della Questura, i poliziotti si recavano presso l’abitazione di un’anziana signora, la quale riferiva di essere stata picchiata dal figlio cinquantenne, che si era poi allontanato da casa a bordo della sua bicicletta.
Al loro arrivo gli agenti apprendevano dalla vittima, che il figlio era in possesso di armi e che era solito abusare di sostanze alcoliche. Nel mentre i poliziotti erano sul posto, il figlio faceva ritorno a casa e, pertanto, lo informavano che avrebbero proceduto ad effettuare una perquisizione.
Mostratosi inizialmente collaborativo, nel momento in cui gli agenti si stavano dirigendo verso la sua stanza, il soggetto assumeva un atteggiamento sempre più aggressivo tanto da cercare di colpirli con testate, minacciandoli anche di morte. Vista la situazione i poliziotti lo traevano in arresto.
La perquisizione portava al rinvenimento e sequestro di un’ascia ornamentale, la cui lama era stata affilata e di una mazza in legno con puntali, mai denunciata. L’arrestato, veniva altresì sottoposto ad alcool test, che risultava positivo avendo rilevato una gradazione alcolica nel sangue di 1,93 g/l. Pertanto, essendo stato visto fare ritorno a casa a bordo del velocipede si procedeva anche alla contestazione della guida in stato di ebrezza.
L’arresto è stato convalidato nei giorni successivi dal Giudice delle Indagini del Tribunale di Mantova.
Si specifica che il fatto è stato comunicato all’Autorità Giudiziaria, la quale, fatto salvo il diritto della persona sottoposta alle indagini a non essere indicati come colpevoli fino a quando la colpevolezza non sia stata accertata con sentenza o decreto penale di condanna irrevocabili, procederà all’accertamento processuale dei fatti e della posizione penale.































