MANTOVA – «Al centrosinistra possiamo concedere tutte le attenuanti derivanti dalla pandemia del covid, dalle tensioni geopolitiche con rincaro delle materie prime nel campo dell’edilizia e dagli schock inflazionistici… ma è evidente che il progetto iniziale, dal punto di vista economico finanziario, non era sostenibile e non è un caso che tutti i partners privati si siano defilati nel corso d’opera». È questa la conclusione tirata dal capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale Pier Luigi Baschieri alla notizia data dalla Voce di un ulteriore rincaro del progetto complessivo di Mantova Hub. La riqualificazione di Fiera Catena, secondo il piano di Stefano Boeri realizzato per il Comune nel 2018, da una stima iniziale di 18 milioni è già lievitato oltre i 40. E basteranno?
«Mancava solo il recente braccio di ferro giuridico con il consorzio Conpat Scarl per l’ultima variante realizzata in corso d’opera per appesantire il budget di un’ulteriore spesa di 1.402.338 euro da coprire con un ennesimo mutuo» rimarca Baschieri, che annuncia al riguardo un’interrogazione diretta all’assessore all’urbanistica Andrea Murari.
«È impossibile a questo punto non interrogare Murari, da sempre considerato il supervisore del progetto vista la sua delega, per chiedergli quanto sia stato l’esborso reale di denaro pubblico per un’opera la cui conclusione sembra ancora lontana, e il cui nastro potrebbe non tagliarlo il sindaco Palazzi dopo dieci anni di governo della città. Di una sola cosa vi è certezza – aggiunge il capogruppo azzurro –: dai 18 milioni di euro stanziati inizialmente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con il “Bando Periferie” per il recupero di oltre 90mila metri quadri, si è passati agli oltre 40 milioni di oggi».
Il tutto, con un’appendice di merito: rispetto ai preventivi dell’archistar Boeri nel 2018, non è rimasto quasi nulla; il masterplan iniziale è stato parecchio stravolto dagli eventi, e della futuristica serra bioclimatica, del mercato ortofrutticolo coperto e del centro per la ricerca del lavoro previsti sulla carta otto anni fa non vi è più traccia. Nemmeno della pista ciclabile in sospensione sul lago Inferiore.
«Dopo le iniezioni di denaro pubblico si sono registrati contributi per 4 milioni dalla Regione per la palestra di via Grayson, non prevista nel progetto esecutivo, e ulteriori 6 milioni del governo Conte-bis per salvaguardare l’antico cimitero ebraico su sollecitazione della comunità rabbinica internazionale statunitense», conclude Baschieri.

































