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Suor Luigina dice addio dopo 25 anni di scuola alla Casa dei Bambini

MANTOVA Suor Luigina Cogo ha salutato i bimbi della scuola dell’infanzia “Casa dei bambini” come ha fatto per 25 anni ad ogni chiusura di anno scolastico. Stavolta, c’era qualcosa di diverso, di più intimo, in quel saluto consumatosi nel giardino della scuola e raccontato come sempre attraverso un microfono stretto a due mani, rese tuttavia scivolose dall’emozione del momento.
Suor Luigina, infatti, da Ferragosto lascerà la direzione della Casa dei Bambini, dove era arrivata 25 anni fa da Arzignano (e dove tornerà, ndr) con un carico di entusiasmo e voglia di fare, che le hanno permesso di rendere l’istituto di via Attilio Mori un punto di riferimento della città e un eccellente modello educativo scelto nel tempo da centinaia di famiglie.
“Quando sono arrivata io eravamo solo due sezioni per un totale di una quarantina di bambini. Adesso i ragazzini sono 180: il numero è cresciuto di pari passo all’ammodernamento della struttura e dei servizi”.
Doppio ingresso, via Mori e via Valsesia, la Casa dei Bambini è fresca di 50 anni di attività e per suor Luigina aver vissuto la metà della storia di questo istituto è un orgoglio: “E’ casa questa scuola. Ma tutto fa casa qui attorno, perché fin dal primo giorno ho pensato a rendere più accoglienti e fruibili questi spazi. Se ci sono riuscita? Penso di sì, ma non ci sono riuscita io, ci siamo riuscite tutte: noi come suore Dorotee, poi le maestre che si sono alternate in questi anni (Monica è l’insegnante di lungo corso con 30 anni di Casa dei Bambini sulle spalle e agli albori era l’unica laica presente, ndr) e anche le famiglie. Chi entra alla Casa dei bambini alla fine non ne esce mai”. E se è vero come è vero, immaginatevi come questa scuola possa uscire dal cuore e dall’anima di chi l’ha vissuta intensamente per 25 anni. “Quando abbiamo deciso di ristrutturare lo stabile – racconta suor Luigina – lo abbiamo fatto un po’ alla volta, senza mai interrompere l’attività. Certo, a volte siamo andati anche nel palazzo che si affaccia su via Mori, ma è stato per poco tempo perché la sede è quella di oggi. Ci abbiamo lavorato anni, ci sarà ancora da lavorare, ma lo spazio che offriamo ai bambini è accogliente e funzionale”. A proposito di spazi, sembra che il palazzo che si affaccia su via Mori, di proprietà dell’istituto Farina di Vicenza, sia in procinto di passare di mano ad un gruppo imprenditoriale mantovano, che dovrebbe creare un residence.
“Ho fatto scuola per 15 anni – continua suor Luigina -, poi quando abbiamo allargato la componente laica mi sono messa da parte occupandomi più che altro della gestione. Siamo una scuola paritaria di ispirazione cristiana tra le più grandi e gli attestati di stima ricevuti in questi anni non mancano. Il vescovo? Ci siamo salutati, si è detto dispiaciuto, ma anche lui consapevole che si tratta di un percorso di vita. Lascio una scuola che collabora e lavora al suo interno con grande spirito e tanta energia, ma che collabora anche con l’esterno. Abbiamo instaurato ottimi rapporti con il sindaco, che adesso è un po’ amico mio, e poi il presidente della Provincia e tanti altri esponenti di istituzioni e associazioni. Sono fiera ed orgogliosa dei 25 anni che ho fatto qui. La cosa più bella che è stata fatta? Credo quella di rendere ogni giorno più accogliente questa scuola. Abbiamo in pratica cambiato tutto, passo dopo passo, e il risultato è ripagato dall’affetto e dalla fiducia delle famiglie”.
Certo, lasciare Mantova e l’istituto dopo così tanto tempo fa male al cuore, ma la tempra di suor Luigina è talmente forte che un semplice “quando mi verrà nostalgia so che potrò sempre fare un salto qui” basta a rendere il ritorno ad Arzignano meno doloroso.
“Là si vedono i monti e poi torno da dove sono partita” suona più come un compromesso personale, che una precisa volontà. Ma è la vita e come tale va accettata. “Sempre col sorriso” aggiunge suor Luigina, una che non si è mai tirata indietro: capace di far quadrare i conti, di mettere i puntini sulle i quando necessario e di munirsi di zappa e badile per prendersi cura del giardino.
“Spero che questo cammino continui – aggiunge -, vorrei che la scuola sia sempre funzionale e bella ma non solo al suo interno, anche fuori. I bambini hanno bisogno del bello. Tutti abbiamo bisogno del bello”. Ma anche di belle persone e suor Luigina è sicuramente una di queste.