Home Provincia “Accesso negato agli atti della variante al Pgt”: e l’opposizione di Moglia...

“Accesso negato agli atti della variante al Pgt”: e l’opposizione di Moglia presenta un esposto

MOGLIA – Una questione relativa alla consultazione degli atti su una variante al Pgt scatena la protesta dei consiglieri di opposizione di CambiaMoglia che parlano di situazione grave e inaccettabile e che hanno presentato un esposto alla Prefettura di Mantova e al Difensore Civico Regionale, chiedendo di verificare il rispetto delle norme sulla pubblicità degli atti e di sollecitare il Comune di Moglia a intervenire in autotutela,
«La Variante, approvata dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 42 del 10 dicembre 2025, avrebbe dovuto essere depositata presso la Segreteria comunale per la libera consultazione dei cittadini, come previsto dalla delibera stessa e come annunciato pubblicamente attraverso un avviso sulla stampa locale – spiegano dal gruppo guidato da Giuseppe Gatti – In realtà, nei giorni di apertura al pubblico, tale documentazione non è mai stata resa disponibile, né in formato cartaceo né tramite adeguata strumentazione informatica. Un consigliere comunale e alcuni cittadini, recatisi in Segreteria per esercitare un diritto sancito dalla legge, hanno potuto visionare esclusivamente la delibera di approvazione. Tutti gli elaborati tecnici e il materiale costituente la Variante Generale risultavano di fatto inaccessibili. Una situazione che impedisce concretamente ogni forma di informazione, partecipazione e controllo democratico».
Secondo i consiglieri, vista l’importanza rivestita dal Pgt nella programmazione territoriale, «Negare o ostacolare l’accesso agli atti significa svuotare di senso il periodo di consultazione pubblica e ridurre la partecipazione dei cittadini a una pura formalità burocratica. Questo comportamento solleva interrogativi seri sul modo in cui l’attuale maggioranza comunale intende gestire le scelte strategiche per il territorio: scelte che dovrebbero essere trasparenti, condivise e aperte al confronto, non calate dall’alto e sottratte allo sguardo dei cittadini. Queste le ragioni del nostro esposto, la pianificazione del territorio non può avvenire a porte chiuse. La trasparenza non è un’opzione: è un dovere».