SAN GIORGIO BIGARELLO – La dinamica è sempre la stessa: i malviventi agiscono al calar del sole – nei casi in oggetto tra le 17 e le 18 – prendono di mira appartamenti al pian terreno o al primo piano, forzano finestre o porte-finestre e approfittano dell’assenza dei padroni di casa per fare i loro comodi. Esattamente quanto successo negli ultimi giorni a Stradella di San Giorgio Bigarello. I “topi” hanno puntato alcune abitazioni di via Pertini, anche se solo in un paio di casi i colpi sono andati a segno. La prima razzia ha impressionato per il “disastro” lasciato all’interno delle mura domestiche, con cassetti, cuscini e indumenti sparsi ovunque. Ladri senza scrupoli, perché oltre ai gioielli e agli ori di famiglia non si sono fatti remore a rubare anche la “musina” di una bambina. Ancora in fase di quantificazione il bottino, cui si devono aggiungere anche i danni strutturali a porte, finestre e mobilio. Fermo restando che al di là del valore economico del colpo, quel che fa più male alle malcapitate vittime è la violazione della propria casa, luogo simbolo (e non solo) della privacy e degli affetti di ognuno. Mentre rincasava, la proprietaria ha fatto in tempo a scorgere le sagome di tre persone che si allontanavano e si è messa ad urlare attirando l’attenzione di altri residenti. Nell’abitazione a fianco, il furto è fortunatamente sfumato in extremis: questo perché nonostante i mascalzoni avessero storto le telecamere, l’allarme perimetrale è entrato immediatamente in funzione, costringendoli così alla fuga in mezzo ai campi, verso la casa cantoniera dismessa. Altri due tentativi sono stati segnalati in via Falcone, stavolta a Mottella. E provvidenziale è risultata l’audacia di un residente che notando un individuo sospetto appostato accanto ad un lampione del quartiere, gli si è avvicino chiedendo se stesse cercando qualcuno. Dopo un attimo di esitazione, l’uomo ha allungato il passo per darsi alla fuga. Era evidentemente il “palo” di altri due balordi che nel frattempo erano penetrati nei giardini di due abitazioni, senza tuttavia riuscire a scardinare le serrature. Entrambi con il cappuccio calato sul capo, sono stati ripresi dalle telecamere private presenti nella zona, i cui filmati sono già stati acquisiti dalle forze dell’ordine.
Matteo Vincenzi





























