NOGARA – Tra una decina di giorni prenderanno ufficialmente il via i lavori per la demolizione della chiesa parrocchiale di Nogara intitolata a San Pietro Apostolo e al Cuore Immacolato di Maria. Costruita a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso, dal 2022 era stata dichiarata inagibile a seguito del parziale crollo del controsoffitto. Ma la vera questione – al di là della realizzazione del nuovo tempio per la preghiera, le cerimonie e le funzioni, considerato che quello che verrà abbattuto non aveva mai trovato il gradimento estetico di fedeli e cittadini (molto non esitavano a definirlo «el casermon») – sta nei grossi disagi che il cantiere per la demolizione creerà a residenti, attività commerciali e ambulanti del mercato settimanale. A pagare pegno saranno soprattutto gli abitanti delle vie Papa Giovanni XXIII e Ferrarini, arterie centrali che a quanto pare resteranno chiuse al traffico per motivi di sicurezza almeno nei primi mesi, ovvero quando saranno spianate le strutture murarie in cemento e si sprigioneranno nuvole di polveri. Ma come si diceva c’è comprensibile apprensione anche da parte dei circa 20 ambulanti che il giovedì sono soliti stanziarsi davanti alla chiesa e nelle succitate vie per il tradizionale mercato. Tra le soluzioni prospettate dal Comune, c’è quella di spostarlo in via San Francesco o di ridistribuire i banchi in qualche via adiacente all’attuale collocazione. A farne le spese, sicuramente per l’edizione 2026, sarà anche il Carnevale Nogarese, fissato per il 1° marzo. Anche in questo caso amministrazione comunale e Pro Loco stanno vagliando una soluzione alternativa per poter garantire la sfilata dei carri allegorici tanti attesa da bambini ma anche da adulti. La nuova chiesa verrà a costare tre milioni di euro e godrà di un contributo di circa due milioni da parte della Conferenza Episcopale, mentre la parte restante sarà coperta da fondi che la parrocchia reperirà da donazioni o tramite mutuo bancario.
Matteo Vincenzi





























