MEDOLE La questione energie rinnovabili tiene banco sull’agenda di tante amministrazioni dell’Alto Mantovano. Sulla questione è intervenuto il sindaco di Medole Luca Vivaldini, con l’obiettivo di fare chiarezza e prendere posizione rispetto a due forme di produzione di energie alternative: i pannelli fotovoltaici e gli impianti che sfruttano le matrici organiche e il biogas. Il sindaco è fortemente critico rispetto ai primi: «Non siamo d’accordo con l’idea di destinare vari ettari di territorio agricolo alla posa di pannelli fotovoltaici. Contrariamente a quanto dice la legge, riteniamo infatti che questi portino ad un consumo effettivo del suolo agricolo – spiega – Questo non solo perchè lo occupano per 20 o 30 anni, con la possibilità che vengano concesse proroghe. C’è anche una questione strutturale, legata a sistemi di condutture e cavidotti insiti nel terreno che tali pannelli richiedono. Senza considerare i costi di smaltimento. Insomma, difficile credere che poi il suolo ritorni come d’incanto alle origini». Vivaldini però precisa: «Non siamo in principio contrari al fotovoltaico: pensiamo che i pannelli possano essere posati in zone più adeguate, come parcheggi, tetti e aree dismesse». Discorso diverso per le agroenergie, derivate da fonti di sostanza organica. Il primo cittadino dà a queste un parere favorevole: «La produzione di energia a partire dai reflui e dalle deiezioni degli allevamenti ci trova molo d’accordo. Gli impianti in questo caso sarebbero strutturati all’interno di aziende agricole del territorio e porterebbero a un minor spandimento dei reflui, con annessa riduzione dei livelli di nitrati, in un ciclo integrato che non comporta alcuna penalizzazione al settore agricolo, anzi, lo agevola». Vivaldini fa infine chiarezza sul fatto che, così dicendo, non si apre la porta a centrali di biometano: «Gli impianti di biogas sono strutture più semplici, in capo alle aziende agricolo e di cui sappiamo che non comportano rischi a livello ambientale. Quelli di biometano sono invece impianti enormi e complessi, che generano emissioni le cui conseguenze per l’ambiente non sono ancora chiare. Di certo siamo a favore del biogas, non per questo anche del biometano».































