MANTOVA Terreni agricoli altrui invasi dalle sue greggi senza alcun ritegno e minacciando i proprietari (con la ormai famosa frase “io sono di Camporeale, vicino a Corleone”), dipendenti sfruttati e fatti lavorare in condizioni degradanti, detenzione di armi e, ora, anche beni e immobili per centinaia di migliaia di euro a fronte di dichiarazioni dei redditi che non arrivavano a 20mila euro annui (e in un caso si fermavano a poco più di 1.800): la “Operazione Pastore” che nel febbraio scorso ha portato all’arresto di un 49enne palermitano residente a Brescello (Re), ora ai domiciliari, si è ampliata con una operazione congiunta a Camporeale, Brescello e Suzzara, in cui i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Mantova, coadiuvati dai militari delle Compagnie di Gonzaga, Guastalla e Partinico, hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Mantova e finalizzato alla cosiddetta “confisca allargata”, ex art. 240/bis C.P., di beni mobili ed immobili per un valore complessivo di oltre 300mila euro a carico del pastore.
I Carabinieri hanno raccolto univoci elementi di prova che dimostrano la sproporzione tra i beni acquisiti dal pastore, nel periodo oggetto delle condotte contestate, ed i redditi dichiarati ai fini delle imposte. Tra i beni sequestrati figurano terreni agricoli ed abitazioni, oltre a due autovetture di lusso. I beni sequestrati sono stati affidati in giudiziale custodia ad un professionista nominato dall’Autorità Giudiziaria. Il pastore, che attualmente è sottoposto agli arresti domiciliari, negli anni scorsi aveva dichiarato al Fisco nel 2022 un reddito netto di Euro 1.846, nell’anno 2021 un reddito netto di circa 14.000 euro e nel 2020 un reddito netto di circa 18.000 euro. Ricordiamo inoltre che le indagini stanno appurando anche il coinvolgimento di altri quattro soggetti, sospettati come il pastore 49enne, di traffico e detenzione illecita di armi.
































