MANTOVA – treno di perturbazioni che da una decina di giorni prende di mira il Mediterraneo per ora non rallenterà per ora la sua corsa. Sfruttando la debolezza dell’anticiclone, i cicloni atlantici invieranno nei prossimi giorni più impulsi perturbati nel cuore del Mediterraneo, con conseguenze piovose e nevose in quota per buona parte del Paese.
Niente da fare per l’anticiclone russo-siberiano, quest’anno particolarmente attivo sull’est dell’Europa ma incapace di guadagnare terreno verso ovest e verso sud. Sull’Italia prevarranno anzi le correnti miti occidentali se non quelle sciroccali, fatto che renderà la vita difficile all’inverno imporre il suo passo. Nota positiva: è in arrivo altra neve in montagna. La situazione inizierà a peggiorare già questa sera, al termine di una giornata a tratti soleggiato con temperature diurne di 8-9 gradi. Domani entrerà invece in scena una depressione che dal Mar Ligure inizierà a richiamare venti di libeccio e di scirocco, strategici per l’arrivo del maltempo. Il Mantovano vedrà piogge estese soprattutto nella parte centrale e finale di martedì. Nuova neve scenderà su tutto il settore alpino centrale oltre i mille metri di quota. Venti di scirocco piuttosto tesi, soprattutto nella notte su mercoledì. Mercoledì il tempo proverà a migliorare. In mattinata saranno possibili ancora piogge isolate; le prime, timide schiarite arriveranno solo nel pomeriggio. Non farà freddo: le correnti sciroccali manterranno le temperature su valori autunnali, ovvero attorno ai 6-7 gradi nelle ore notturne e sui 10 durante il giorno. Il tempo migliorerà solo giovedì, ma in attesa di un nuovo fronte perturbato che nella prima parte di venerdì distribuirà nuove piogge. Dell’inverno rimane poco. La potenza delle correnti occidentali atlantiche inibirà qualsiasi velleità invernale per almeno una decina di giorni se non oltre. Solo a partire dalla metà di febbraio la situazione potrebbe cambiare con l’ingresso deciso di correnti artiche o continentali anche sul Mediterraneo, indotte da una forte spaccatura del vortice polare. Le temperature della prima decade saranno però sensibilmente superiori alla media storica. Va tuttavia ricordato che con l’eccezione del gennaio 1985, tutte le più intense ondate di gelo degli ultimi cent’anni si sono verificate in febbraio. Quella leggendaria del 1929 (gelarono completamente i laghi cittadini e tutti i corsi d’acqua della provincia), quella del 1956 o quella più recente del 2012. Negli ultimi dieci anni febbraio non ha tuttavia mai registrato nemmeno un’irruzione gelida degna di memoria. Unica eccezione, gli ultimi giorni del mese nel 2018: l’arrivo del gelo russo fece scendere le temperature fino a -6° preparando il terreno ad una bella nevicata in tutta la provincia (10 centimetri di accumulo in città) nei giorni 1 e 2 di marzo. Al contrario, nell’ultimo decennio febbraio ci ha fatto vivere veri e propri anticipi di primavera già nella seconda metà, quando il termometro è salito più volte alle soglie dei 20 gradi. Quello del 2024 era stato addirittura il più caldo in assoluto. Anche nel febbraio 2023 la temperatura si portata fino a 18 gradi, 17° nel 2022, mentre nel 2021 salì fino a 22°, ad un soffio dal record assoluto del 1990.
































