MANTOVA Il giorno dopo essersi assicurati un’altra stagione in Serie B, in casa Mantova ha imperversato la festa. Festa della città e dei tifosi, innanzitutto. Dopo i bagordi di martedì notte, con i fuochi d’artificio lanciati al fischio finale del match col Catanzaro e l’abbraccio ai giocatori man mano che uscivano dallo stadio, la celebrazione è proseguita ieri sui social, nei bar, nelle piazze. Tutti a celebrare la squadra biancorossa, mister Davide Possanzini e patron Filippo Piccoli. Lontanissimi i mugugni di qualche mese fa, quando regnava il pessimismo e da più parti si invocava l’esonero di Possanzini. Festa anche per i giocatori, l’allenatore e il suo staff. Niente allenamento, relax totale, una giornata da spendere come pare e piace per smaltire lo stress e godersi il traguardo raggiunto. Del resto, la stagione è stata lunga e snervante. Ora è il tempo dei bilanci e tra poche settimane si parlerà già al futuro.
Il futuro, appunto. Quale Mantova si presenterà al via del prossimo campionato cadetto? Con quali uomini, con quali ambizioni? È presto per dirlo, ed anche per prevederlo. Dal punto di vista tecnico, la situazione è chiarissima: sia Davide Possanzini che il dt Christian Botturi sono sotto contratto (quello del mister si è automaticamente rinnovato con la salvezza). Ma, si sa, i matrimoni funzionano solo con il consenso di entrambe le parti. Lo sanno bene in viale Te: quattro anni fa Troise preferì rescindere e salutare Mantova con un anno di anticipo sulla scadenza del contratto. All’origine della scelta, una sintonia mai scoccata con la piazza. Non è ovviamente il caso di Possanzini e Botturi, che possiamo considerare gli artefici del ritorno e del consolidamento del Mantova nel calcio che conta. La questione riguarda semmai i programmi del Mantova, ovvero fin dove voglia (o sia in grado di) arrivare Filippo Piccoli. Il presidente ha sempre parlato di un progetto triennale per riportare il Mantova in B. L’obiettivo è stato centrato in largo anticipo sui tempi, ed era chiaro che più di una permanenza in categoria non fosse lecito chiedere quest’anno. Centrato anche quest’altro obiettivo, ci si attende un innalzamento dell’asticella per la stagione ventura. Che non significa Serie A, ma quantomeno play off. Sia Possanzini che Botturi sono emergenti e ambiziosi: un’altra stagione “al risparmio”, giustificata e condivisibile quest’anno, potrebbe stare ad entrambi stretta nella prossima stagione. È evidente che un faccia a faccia tra Piccoli e i due sarà necessario, come del resto lo stesso allenatore ha fatto capire («con la società ci incontreremo con calma per capire il da farsi», ha detto nel post-partita di Mantova-Catanzaro). Di sicuro l’Acm dispone di un patrimonio di notevole valore: i calciatori. Tutti di proprietà, tranne Debenedetti e Aramu. Tutti sotto contratto, tranne Maggioni che è in scadenza. Le richieste per alcuni giovani (Radaelli e Trimboli su tutti) non mancheranno, alcune saranno molto allettanti. Che fare? Resistere alle sirene o monetizzare? Le risposte a tutte queste domande le avremo tra qualche settimana. Per ora impazza la festa. L’orgoglio per quest’altra impresa centrata. Ed è giusto così.





























