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Calcio Serie B – Il Mantova si (ri)scopre inoffensivo tra intese e schemi da perfezionare

MANTOVA In Una giornata uggiosa Lucio Battisti sognava di “fuggire via da te, Brianza velenosa”. E la Brianza è stata davvero velenosa col Mantova, rendendo amaro il debutto dei biancorossi in campionato.
Premessa irrinunciabile: una sconfitta a Monza era da mettere in preventivo. Troppo ampio il divario tecnico tra le due squadre. Ma in Serie B, si sa, tutto può accadere. A maggior ragione alla prima giornata, quando i cantieri delle squadre sono ancora aperti (come del resto il mercato) e le forze non ancora ben definite. Non a caso si dice sempre che per una “piccola” sia sempre meglio affrontare una big nelle prime giornate, quando questa non può ancora esprimere appieno il proprio potenziale.
Quindi una sconfitta a Monza, perdipiù con un risicato 1-0, può essere considerata onorevole. Tuttavia, chi ha assistito al match dell’U-Power Stadium non può non aver nutrito perplessità sulla prova del Mantova. I ragazzi di Davide Possanzini hanno tenuto discretamente il campo nella prima mezz’ora, comandando il gioco con buona padronanza. In questa fase, semmai, è mancato un pizzico di spavalderia in più, considerando che il predominio territoriale non ha prodotto occasioni da rete. Quando il Monza ha pigiato il piede sull’acceleratore, è emersa la differenza tecnica tra le due squadre. Nella parte finale del primo tempo e nell’intera ripresa, quando i brianzoli avrebbero potuto segnare almeno 2-3 gol in più. È qui che il Mantova è mancato. Solo nel finale, complice la freschezza di alcuni subentrati, i biancorossi sono riusciti ad affacciarsi con maggior convinzione in area monzese. Ma senza la cattiveria necessaria per agguantare il pari.
L’ennesimo gol subìto da calcio da fermo sarà sicuramente materia di analisi per Possanzini nel corso della settimana. Ma ancor di più preoccupa la palese difficoltà di produrre occasioni da rete. Il Mantova ha tenuto più palla del Monza (56% contro 44%), eppure tutti i dati sulla pericolosità offensiva (tiri in porta e fuori, calci d’angolo) sono stati nettamente a favore dei brianzoli. Dell’Acm si ricordano solo un destro sull’esterno della rete di Radaelli, una punizione senza pretese di Galuppini e una conclusione non irresistibile di Fiori. Nelle uniche due partite ufficiali giocate (Venezia in Coppa e Monza in campionato) il Mantova non è mai riuscito a segnare, confermando una difficoltà già emersa nelle amichevoli estive. Più che di uomini, la sensazione è che sia una questione di schemi, ovvero di mettere gli attaccanti in condizioni migliori per colpire. Le varianti non mancano di certo a Possanzini, che nel reparto avanzato dispone di ben 10 giocatori: a lui il compito di trovare le combinazioni giuste per concretizzare la mole di gioco prodotta. Ovviamente nessuna soluzione potrà mai prescindere dallo stato di forma dei singoli giocatori. Ed anche su questo versante qualche lacuna s’è vista: Falletti è a corto di intesa con i compagni, Bragantini e Mancuso non hanno inciso, solo Caprini qualcosa ha fatto vedere. Lo stesso Majer a centrocampo non ha fornito quell’apporto che ci si attendeva. Insomma, c’è da lavorare.
Un solo alibi (peraltro robusto) può essere concesso ai biancorossi: il virus influenzale che ha colpito mezzo gruppo. Pare che Majer e Bragantini abbiano giocato con la febbre, lo stesso Mensah (subentrato nella ripresa) non era al meglio. Altri giocatori lasciati in panchina o in tribuna si presentavano debilitati (Ruocco, Paoletti, Artioli, Botti). Può darsi che, alla lunga, queste precarie condizioni di salute abbiano influito negativamente sulla prestazione. In ogni caso, c’è una settimana di tempo per riprendersi. Sabato al Martelli-Pata Stadium, contro il non irresistibile Pescara, sarà già tempo di riscossa. La successiva “pausa nazionali” verrà poi in ulteriore soccorso.