MANTOVA Il Mantova che domenica sera ha espugnato il campo della Sampdoria è lo stesso Mantova che finora ha fatto disperare il popolo biancorosso. Stesso allenatore, stessi calciatori, stesso modo di giocare. Di nuovo c’era solo la direzione tecnica, affidata al nuovo ds Leandro Rinaudo che ha preso il posto di Christian Botturi. Ma ovviamente non può, questo semplice e repentino avvicendamento, spiegare da solo il cambio di passo della squadra di Davide Possanzini rispetto alle ultime settimane. La decisione del presidente Filippo Piccoli può aver provocato uno scossone sul piano mentale e sulla compattezza del gruppo, come si può evincere dall’abbraccio collettivo a Possanzini dopo il gol di Ruocco. Ma tutto ciò andrà verificato nelle prossime partite.
Di certo, la prestazione del Mantova a Marassi non si è discostata molto da quelle più recenti. I biancorossi hanno creato e rischiato come sempre, alternando ottime trame a qualche distrazione che poteva costare cara. Di fronte avevano una Sampdoria assai temibile sulla carta, in realtà disordinata, frenetica e a tratti disunita. Poteva finire con qualsiasi punteggio, visto che anche i blucerchiati qualche occasione l’hanno prodotta. Stavolta, a differenza delle gare con Bari o Juve Stabia, gli episodi hanno premiato i biancorossi. Bene, anzi benissimo così. Questi tre punti servivano come il pane a una squadra a digiuno di vittorie dal 30 agosto. Servivano per togliersi di dosso quella sinistra etichetta dell’ultimo posto. E cominciare il “nuovo corso Rinaudo” nel migliore dei modi.
Il passo successivo è sfruttare il potenziale di questo successo. Innanzitutto prendendo una direzione precisa sul piano tecnico. Rinaudo si è preso la responsabilità di ripartire da Possanzini. L’allenatore ha ripagato la fiducia mantenendo lucidità e sangue freddo. Il tecnico merita ora il massimo del sostegno dalla dirigenza. Da navigato uomo di calcio, sa benissimo che la sua panchina verrà rimessa di nuovo in discussione al prossimo inciampo. Ma il risultato di Marassi, unito all’affetto che gli hanno mostrato i suoi giocatori, lo rafforzano in maniera notevole.
Sabato Possanzini tornerà al Martelli dopo i fattacci col Catanzaro (sconfitta e litigio con i tifosi). È l’occasione per voltare pagina e ricominciare con uno stato d’animo più sereno e ottimista. Il destino gli offre in sorte come avversario quel Padova che battezzò la sua splendida esperienza mantovana (Mantova-Padova al Martelli aprì il campionato di C 2023-24, poi vinto); e che è diventato sinonimo di trionfo. A questa partita il tecnico marchigiano ha rischiato seriamente di non arrivarci. Si è invece guadagnato la conferma ed è con lui, e con le sue idee, che è doveroso a questo punto proseguire. Avanti così, finchè va.





























