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Rugby serie A Elite – Jannelli: “Un Viadana bello e pragmatico per spegnere le Fiamme”

Viadana La colonnina di mercurio scende, ma la febbre del campionato Soladria serie A Elite sale vertiginosamente perché l’ottava giornata prende quattro formazioni del quintetto di testa e le mette a sistema in un gioco di specchi e chiaroscuro dove l’unica parola che conta è quella del campo. Viadana e Fiamme Oro accentrano l’attenzione tanto da portare domani (ore 14.30) le telecamere di RaiPlay Sport1 (replica Raisport ore 00.30) allo Zaffanella, nell’impianto sportivo incastonato sulla riva mantovana del Po, e in una partita del genere ci si rende conto di trovarsi in ritardo rispetto ai propri pensieri, perché l’importanza della gara assorbe l’attenzione in modo estraniante. Ci sono tanti motivi per portare a vedere il confronto tra Viadana e Fiamme Oro come una contrapposizione tra due idee disallineate che hanno trovato il proprio apogeo nelle scintille di qualche mese or sono, ma domani sarà solo il rugby a parlare. Capitan Tommaso Jannelli, autore di una prova di grande intensità al Battaglini, ci svela qualcosa della gara con i cremisi.

Con Rovigo si è vista molta intensità e poco spettacolo se non nelle quattro mete segnate, eppure avete dimostrato che Viadana non è solo bello, ma sa essere anche cinico e pragmatico. È un ulteriore passo avanti nella vostra crescita?

«Sì, come ho già detto molto probabilmente quella di sabato non è stata la miglior versione del Rugby Viadana, ma sicuramente, guardando il risultato, una delle più efficaci. Siamo stati in grado di segnare quando dovevamo farlo, sfruttando al massimo ogni opportunità e concedendo relativamente poco».

Avete analizzato al video la gara del Battaglini: qual è il dato statistico che ti rende più orgoglioso e ti ha colpito maggiormente nelle stats di squadra?

«Sicuramente il lavoro fatto dalla nostra mischia è stato molto importante, poi il cinismo, il numero di volte che siamo entrati nei 22 avversari e quante volte abbiamo segnato è stata la chiave: sette ingressi e quattro mete».

Qual è in termini di gioco la grande differenza tra Rovigo e FFOO?

«Le Fiamme Oro sono sicuramente una squadra dinamica che sa usare molto bene i trequarti. Da quel punto di vista dovremo prestare parecchia più attenzione perché è una compagine che ama muovere il pallone e usare tutta la larghezza del campo, oltre ad un ottimo utilizzo del gioco al piede».

E ancora, rivedendo i video, in quali momenti della partita emerge forte la mano di Sosene Anesi e dello staff?

«Non mi viene in mente un momento particolare, ma in generale si vede come la squadra si diverte quando riesce ad esprimersi e lui ha sempre spinto sul fatto di divertirsi insieme dentro e fuori dal campo».

C’è un momento, un fotogramma della partita che secondo te ha deciso la gara (una mischia, un turn over, un line break, ecc)?

«Credo che sia stato molto importante riuscire ad arginare i punti subiti tutte le volte che avevamo un uomo in meno per i cartellini e addirittura riuscire a segnare in inferiorità numerica. Penso che sia stato un colpo molto duro per Rovigo e un’iniezione di energia e consapevolezza per noi».

Le Fiamme Oro che tipo di ostacolo sono?

«Le Fiamme sono e sono sempre state una squadra molto insidiosa: hanno tantissimi giocatori di alto livello e a loro piace giocare un rugby dinamico. Hanno un’ottima mischia, soprattutto nelle fasi statiche e una mediana di esperienza che sa gestire i momenti della partita. In settimana abbiamo studiato le Fiamme, ma vogliamo concentrarci di più su noi stessi e su quello che serve a noi».
Alessandro Soragna