Home Cronaca Cassa integrazione: Mantova tiene, in controtendenza (-5%)

Cassa integrazione: Mantova tiene, in controtendenza (-5%)

MANTOVA – La crisi produttiva lombarda non risparmia il territorio virgiliano, anche se i numeri locali mostrano una tenuta migliore rispetto ad altre province. È quanto emerge dal primo rapporto 2026 sulla Cassa Integrazione elaborato da Uil Lombardia, che fotografa un 2025 definito senza mezzi termini “annus horribilis” per lavoratori e imprese.
A livello regionale il ricorso alla Cig straordinaria cresce del 23,3%, segnale – sottolinea il segretario confederale Salvatore Monteduro – che non si tratta più di semplici oscillazioni cicliche, ma di vere e proprie transizioni strutturali, riorganizzazioni aziendali e crisi settoriali che rischiano di lasciare sul campo migliaia di posti di lavoro. A trainare l’aumento sono i comparti simbolo della manifattura lombarda: meccanica, chimica-plastica, abbigliamento, trasporti e comunicazioni.
Nel quadro regionale Mantova presenta un dato in controtendenza: –5% di ore di Cig autorizzate e 145 lavoratori coinvolti in meno rispetto al 2024. Una flessione che, avverte Uil, non va letta come un segnale di ripresa automatica: può indicare la chiusura di cicli di Cig, ristrutturazioni già avvenute o lo spostamento delle crisi verso altri strumenti. L’industria mantovana resta comunque il settore più esposto, con oltre 5,5 milioni di ore autorizzate nel 2025.
Monteduro richiama l’urgenza di una strategia che vada oltre la gestione dell’emergenza: “La Cig tutela il reddito, ma non può diventare un parcheggio. Servono politiche industriali, protezione occupazionale e un governo delle transizioni produttive”. In Lombardia, nel solo 2025, oltre 49 mila lavoratori hanno fatto ricorso alla Cassa, di cui 15 mila in straordinaria, i più esposti al rischio di perdere il posto.Per Mantova, territorio a forte vocazione manifatturiera, la sfida è chiara: presidiare le crisi, sostenere le imprese e non lasciare soli i lavoratori, perché dietro ogni numero ci sono famiglie, redditi che si assottigliano e comunità che rischiano di pagare il prezzo più alto delle trasformazioni in corso.