MANTOVA Arte e spiritualità, bellezza e profondità d’animo hanno dato vita al toccante concerto in memoria di Don Ulisse Bresciani organizzato dall’Associazione Don Ulisse Bresciani in collaborazione con Oficina OCM, in occasione dell’undicesimo anniversario della sua scomparsa. Un evento accolto, domenica sera al Teatro Bibiena, con sentita partecipazione per ricordare il Monsignore, parroco di San’Andrea, uomo di grande cultura, appassionato e competente musicofilo, affidando proprio alla musica il compito di tenere vivo il ricordo del suo spirito ecumenico. Lo ha ricordato il presidente dell’Associazione, Corrado Ferrari, ringraziando il maestro Carlo Fabiano dell’OCM per la collaborazione e per la scelta di mettere in programma due opere tra le più amate da Don Ulisse. Dal Quatuor pour la fin du temps di Olivier Messiaen (1908-1992) al Trio n. 2 in mi min. op. 67 di Dmitri Shostakovich (1906-1975), un programma che pone interrogativi pressanti sul rapporto dell’uomo con il dolore e lo smarrimento causato dal lutto. Aspetti messi in luce da Alfredo Bruno, dello staff di Oficina OCM, partendo dall’origine delle due opere, entrambe nate in momenti storici drammatici – Messiaen nel 1941 all’interno di un campo di concentramento e Shostakovich nel 1944 in tempi drammatici per la storia sovietica – la cui evocazione impone una riflessione sul tempo presente. Opere relative a contesti affini declinati in linguaggi differenti, ma entrambe proiettate verso un’apertura di energia e a un’ossessiva “attesa della scintilla divina”. Preziose e cariche di intima partecipazione emotiva le esecuzioni di Hèsperos Piano Trio, ensemble composto da prime parti dell’Orchestra da Camera di Mantova, che ha qui offerto una chiara conferma delle proprie qualità tecniche e interpretative. Un approccio vitale e duttile nell’affrontare sia il turbine di elementi dinamici e virtuosistici, sia l’accorata tensione luttuosa del Trio di Shostakovich posto tra le eteree sospensioni di due brani dal Quatour di Messiaen. Una cornice ideale per lo spirito del concerto con la Lode all’Eternità di Gesù per violoncello e pianoforte e la Lode all’immortalità di Gesù per violino e pianoforte nella meticolosa e appassionante lettura di Stefano Guarino, Riccardo Zadra e Filippo Lama. Sentita e meritatissima l’approvazione del pubblico, ribadita al termine di due bis altrettanto apprezzati: uno Studio di Skrjabin trascritto per Trio la Novelletta op. 29 n. 1 di Niels Wilhelm Gade. (gmp)

































