MANTOVA Ieri piazza Marconi è stata teatro della protesta organizzata dai dipendenti di Tea servizi funerari. La manifestazione, promossa dall’Unione sindacale di base (Usb) ha visto i lavoratori opporsi alla cessione della società. Alessandro Salvo e Vito Cafaro, referenti Usb, spiegano: «La cessione della società a privati non è un problema in sé, quanto il fatto che in questa cessione non hanno minimamente pensato a salvaguardare i diritti acquisiti dai lavoratori». I lavoratori dal pari esprimono dissenso verso la decisione dell’amministrazione comunale di affidare la gestione dei servizi funerari a un ente privato. La Usb Lavoro Privato, dopo aver seguito la procedura di raffreddamento in Prefettura, conclusasi con esito negativo da parte di Tea, ha proclamato lo sciopero per l’intera giornata di ieri. Cafaro ha inoltre sottolineato: «Per noi è dubbio il discorso che tale alienazione dipenda solo da motivazioni economico-finanziarie. Non c’è un bilancio che è positivo», ha aggiunto. La cessione rischia di compromettere la stabilità lavorativa e il benessere delle 15 famiglie coinvolte. «Mettiamo anche l’accento sul fatto che è anche un problema sociale, perché quando rimangono a casa dei lavoratori, non rimangono solo i lavoratori, ma è mancato anche il sostentamento di tutta la famiglia. Chiediamo che i lavoratori, dal momento in cui vengono ceduti a aziende private, devono comunque avere garanzie», conclude Cafaro.

































