Home Cronaca Addio a Irene Aderenti, la prima donna mantovana eletta in Senato

Addio a Irene Aderenti, la prima donna mantovana eletta in Senato

MANTOVA   «Non fu sempre una convivenza facile la sua nel movimento, per via del suo carattere molto decisionista e combattivo, ma è impossibile pensare a lei senza memoria di un momento di grazia della Lega mantovana: con lei avevamo due parlamentari, un consigliere regionale e numerosi sindaci su tutto il territorio. Con Irene Aderenti si chiude il ricordo di un ciclo che potremmo definire come “età dell’oro” della Lega mantovana». Così Claudio Bottari che ricopriva il ruolo di segretario provinciale del carroccio quando nel 2008 la “pasionaria verde” castiglionese, come taluni la definivano, venne inserita nelle liste elettorali per Palazzo Madama, ottenendo un risultato del tutto a sorpresa: grazie alla rinuncia del collegio senatoriale lombardo di Roberto Castelli, che optò per il collegio ligure, Aderenti divenne la prima senatrice mantovana della storia, e lo rimase per tutta la durata della sedicesima legislatura sino al marzo del 2013.
La senatrice si è spenta lunedì mattina a 70 anni. Da tempo soffriva di problemi cardiaci, e ultimamente le sue condizioni si erano aggravate per l’insorgenza di ulteriori patologie. Nata a Zurigo da genitori bresciani emigrati in Svizzera, rientrò in Italia dapprima a Brescia, ove compì gli studi magistrali, per trovare poi residenza e cattedra alle elementari di Cavriana prima e di Castiglione delle Stiviere poi, ove si stabilizzò con la famiglia.
Il suo ingresso nella Lega coincise con l’impegno nel Simpa, il sindacato padano, che la mise in luce nella segreteria provinciale. Poi l’improvvisa svolta con l’inattesa elezione al Senato il 29 aprile 2008. In quella legislatura fece parte della 7ª commissione permanente (pubblica istruzione e beni culturali), oltre che della commissione parlamentare per l’infanzia.
La mancata rielezione alle politiche del 2013 e alle successive europee del 2014, le portarono comunque un consenso personale di quasi 4.200 preferenze, rimarcandone la forte personalità e un costante impegno speso per la politica anti-immigrazionistica, ma sempre con un occhio rivolto alla sua vocazione pedagogica di maestra elementare. Sua infatti era la firma sul disegno di legge per istituire “classi ponte” utili a gli stranieri per accedere alle scuole superiori italiane previo un esame da sostenersi in terza media.
La sua storica avversione al movimento di Beppe Grillo la mise tuttavia in contrasto con la leadership leghista di Matteo Salvini, quando nel 2018 questi strinse l’accordo per dare vita al primo governo giallo-verde di Giuseppe Conte. All’indomani della Pontida di quell’anno la senatrice decise di archiviare definitivamente la sua fase leghista. Dapprima delineò le linee guida del movimento para-leghista “Obiettivo autonomia”, quindi caldeggiò la nascita di nuovi soggetti a sfondo autonomista, ma senza gran seguito.
Era insomma venuto il momento per lei di chiudere quel capitolo di impegno politico e di ritornare a tempo pieno in famiglia. I funerali della senatrice si terranno domattina alle 10 nel Duomo della città aloisiana, che l’aveva adottata, e che ormai sentiva sua.