Mantova Ritmi serratissimi in Serie B. Tre giorni dopo la vittoria sul Cesena, il Mantova torna in campo per uno degli snodi cruciali della stagione. Diciamo pure la partita più delicata e importante, visto il livello di difficoltà, la posta in gioco e i benefici che potrebbe portare in caso di risultato positivo. L’avversario è la Salernitana, la cornice uno stadio Arechi che si preannuncia una bolgia infernale, con circa 20mila tifosi locali pronti a spingere i granata. Del resto, la Salernitana non ha scelte: deve vincere. La sconfitta di giovedì a La Spezia l’ha riportata in bilico tra play out e zona retrocessione. Inoltre, giocherà le ultime due partite del campionato in trasferta, dunque sfruttare l’opportunità casalinga con i virgiliani diventa un obbligo.
Va da sè che la pressione sarà tutta sui campani. Il Mantova, che in classifica conta 4 punti in più, è in una condizione di vantaggio: dovesse malauguratamente perdere, avrebbe comunque a disposizione il jolly delle ultime due gare al Martelli; un pari non sarebbe da disprezzare, anche perchè, in caso di arrivo a pari punti, lascerebbe l’Acm davanti (all’andata i biancorossi vinsero 1-0). Ovviamente la vittoria significherebbe un passo gigantesco verso la salvezza.
«Tutti sappiamo quanto sia importante questa partita – osserva il tecnico dei virgiliani Davide Possanzini – . Dobbiamo farci trovare pronti, continuare sulla nostra linea, ovvero il gioco. Il tempo per prepararla è stato poco, ma è meglio così: si sprecano meno energie nervose, si va subito in campo e si dà tutto lì». Il fattore ambientale sarà una variabile influente: «Se si fa questo mestiere bisogna abituarsi a certi contesti – fa notare Possanzini – . Anzi, credo che il sogno di ogni calciatore sia giocare partite del genere, con una posta in palio alta e un pubblico numeroso. Per me sono tutte motivazioni in più: è il sale del nostro sport. Ai miei ragazzi ho detto di scendere in campo con la massima tranquillità e mettere in pratica quel che abbiamo preparato». Alla domanda su quanto si giochi il Mantova, il tecnico biancorosso non si nasconde: «Si gioca tanto, anche se poi ci saranno altre due gare e può succedere di tutto. Un risultato positivo a Salerno potrebbe essere determinante». Burrai e compagni possono contare su un’invidiabile condizione: nelle ultime 5 gare, solo Sassuolo e Pisa hanno marcato più punti dell’Acm. «Noi abbiamo sempre lavorato bene e in serenità – precisa Possanzini – , anche quando le cose non andavano così bene. Poi è ovvio che quando arrivano i risultati si lavori ancora meglio. Così com’è ovvio che questi risultati devono essere coronati dal raggiungimento dell’obiettivo a fine campionato. Sono certo che i ragazzi non si culleranno sugli ultimi risultati. Sappiamo tutti che ad ogni partita si riparte da zero».
In casa Salernitana, il tecnico Pasquale Marino sintetizza efficacemente: «Siamo in corsa, c’è da battagliare». Aggiungendo subito: «All’Arechi saranno almeno in 20mila sugli spalti e ci aspettiamo che il fattore campo venga esercitato. Poi, sul terreno di gioco toccherà a noi». Il mister granata suona la carica: «Contro il Mantova bisogna riversare in campo tutta la rabbia sportiva che c’è in una situazione di classifica difficile ma tutt’altro che compromessa. Bisogna farlo con intelligenza ed equilibrio. Faccio un appello a tutto l’ambiente: non è il momento di mollare o perdere la calma, la squadra è assolutamente viva».
Capitolo formazioni. Possanzini dice che qualcosa cambierà, per ragioni di turnover. Tornano a disposizione Bani e Brignani. Convocati tutti e 28 i tesserati, ma sono out Ruocco e Redolfi. Nella Salernitana mancano per squalifica il trequartista Hrustic e per infortunio Braaf e Wlodarczyk;
in compenso torna il centrocampista Zuccon.
Farà caldissimo all’Arechi. Detto dei 20mila tifosi locali, va comunque rimarcata la presenza di oltre 200 tifosi mantovani. Che certamente non staranno a guardare in silenzio.
Gabriele Ghisi

































