Ceresara Nel massimo campionato di tamburello, mentre il Solferino sta facendo il bello e il cattivo tempo in testa alla classifica, è battaglia feroce per il secondo e terzo posto. Dietro alla capolista, che ha raggiunto quota 34 punti, c’è l’Arcene a 29. Poi il gran duello tra mantovane: Ceresara e Castellaro, entrambe a 28. Per divertirsi un po’, il calendario ha programmato proprio per domenica prossima lo scontro diretto, sullo sferisterio di Ceresara. Per la compagine di Claudio Grandelli, dunque, un altro derby virgiliano, dopo quello perso 2-0 domenica scorsa a Solferino contro i campioni d’Italia in carica. Una sconfitta dolorosa, quella con la capolista, perchè ha fatto perdere al Ceresara la piazza d’onore a vantaggio dell’Arcene. Insomma, c’è da riscattarsi e l’occasione che si presenta domenica è di quelle allettanti, per lo slancio che potrebbe dare in caso di successo.
Il presidente del Ceresara Fabrizio Pezzini, prima di presentare la sfida, torna al match perso col Solferino: «Almeno un punticino potevamo portarlo a casa – afferma – . È questo il mio rammarico. Nulla da dire sul primo set (perso 6-1), ma il secondo è stato molto combattuto: ci siamo trovati a condurre prima 1-3 e poi 2-4, per poi cedere di misura 6-5. Meritavamo di più. Comunque sia, ora come ora è meglio pensare alla sfida col Castellaro. È una partita molto importante per la seconda e terza piazza. Bisogna infatti ricordare che, conclusa la stagione regolare, ci saranno i play off. Davanti al nostro pubblico affrontiamo un’ottima squadra, e lo faremo con le migliori motivazioni, cercando di dare il massimo in campo e riscattare la battuta d’arresto contro il Solferino. Due turni fa abbiamo messo sotto sul nostro campo il Dossena, che aveva appena sconfitto nettamente i campioni d’Italia. Ecco, col Castellaro bisogna ripetere quella gara, giocando con quella intensità e concentrazione. Abbiamo tutte le carte in regola per intascare l’intera posta in palio e magari riprenderci il secondo posto». Per quest’ultima impresa servirà la complicità del Dossena, che andrà a far visita ai cugini dell’Arcene e il cui stato di forma autorizza a credere all’exploit.

































