MANTOVA – Una serie di piccoli passi per un viaggio ad ampio raggio è la proposta musicale con cui il Trio Quodlibet è stato protagonista del concerto di lunedì sera nel cortile del Centro Culturale “Baratta” per il quarto evento della rassegna Extra_classico. Con il titolo “Ancestral. Playlist dal mondo”, il progetto della formazione composta da Vittorio Sebeglia (violino), Virginia Luca (viola) e Fabio Fausone (violoncello) ha delineato un percorso avvincente attraverso i linguaggi espressivi di compositori classici di varia estrazione culturale mettendo in luce, oltre alle differenze d’accento, la coincidente capacità comunicativa e descrittiva di immagini e sentimenti. Aperto e chiuso da due frammenti di Erik Satie, l’eterea atmosfera di Ogives I e IV a determinare una forma di ciclicità, l’itinerario ha offerto un variegato assaggio di spunti per una possibile scaletta d’ascolto più estesa. Tra questi scorci su contesti e repertori molto diversi, prezioso e toccante è stato l’approccio al Trio per archi in unico movimento di Gideon Klein, scritto da nel 1944 nel ghetto di Terezín poco prima della sua tragica deportazione ad Auschwitz, a cui ha fatto seguito la trascrizione di Andrea Damiano Cotti del Tema con variazioni dal Mosè in Egitto di Nicolò Paganini. Brano alimentato da affabile cantabilità e tratti virtuosistici abilmente interpretati dai tre musicisti, altrettanto apprezzati nella definizione delle linee di dialogo del successivo primo movimento del Triosatz D 471 di Franz Schubert. Cambio totale di visione con il passaggio al sanguigno linguaggio di Astor Pazzolla, particolarmente ispirato e coinvolgente nelle bellissime note di Oblivion, un successivo rimbalzo tra le sponde dell’Atlantico con la densa emotività del Trio in sol min. di Jean Sibelius e il fascino coloristico del secondo tempo del Trio W460 di Heitor Vlla Lobos, per approdare all’incisivo brio giovanile del Minuetto dal Trio per archi in mi bem. Magg. op. 3 di Ludwig van Beethoven e all’epilogo con Satie. Meritata la calorosa approvazione che ha accompagnato la brillante prova del Trio Quodlibet, ensemble giovane ma che ha già al suo attivo importanti affermazioni e una solida base di formazione, impreziosita dall’apprezzata ripresa fuori programma di Oblivion. Un chiaro successo per i tre protagonisti e per questo penultimo appuntamento della rassegna Extra_classico di Oficina Ocm che si conclude venerdì 22 agosto, ancora al Centro Baratta, con il Concerto n. 1 di F. Chopin nell’interpretazione del pianista Luigi Carroccia e dell’Ensemble dell’Orchestra da Camera di Mantova.

































