Mantova Una quindicina di persone si sono rivolte al servizio di Telefono Amico di Mantova durante in mesi estivi per chiedere aiuto agli operatori a gestire un pensiero suicida. Un malessere tutt’altro che di stagione quello che emerge dall’attività degli operatori di questo servizio nato proprio per affrontare questa problematica. La stagione stiva sembrerebbe infatti essere tutt’altro che fonte di crisi depressive, almeno secondo il comune sentire. Invece questa estate 2025 rischia di essere archiviata come una di quelle in cui si son o registrati più gesti estremi, che siano riusciti o che siano stati sventati. Nel mezzo di questa casistica emersa del fenomeno dell’autolesionismo, c’è invece il sommerso del malessere vissuto da quelle persone che si trovano ad affrontare da sole la depressione. Ecco dunque che questa estate, che è ancora nel pieno, i volontari di Telefono Amico Mantova non si sono fermati e hanno garantito il servizio ogni giorno dalle 9 alle 24: 300 ore di ascolto dal primo di giugno al 25 di agosto compresa la giornata di Ferragosto. Proprio in questo periodo i volontari si sono trovati ad affrontare una quindicina di telefonate di persone che si sono rivolte al servizio per gestire un pensiero suicida. Il supporto da parte dei volontari in questi casi è quello di aiutare chi chiama ad allargare lo sguardo per vedere alternative che negli stati d’ansia solitamente scompaiono, non risolvere il problema ma concedere del tempo senza giudizio. La media del 2024 per Telefono Amico Mantova è stata di 4mila chiamate, e tendenzialmente anche l’anno in corso contempla la stessa media. Un volontario generalmente gestisce tra le otto e le dieci telefonate per turno, per una durata media di 20-25 minuti ciascuna, “perché chi chiama – spiega Michela Biscaro, presidente di Telefono Amico Mantova – ha bisogno di instaurare una relazione e non chiede più solo ascolto». A chiedere aiuto sono in maggioranza uomini, ma con uno scarto minimo in percentuale rispetto alle donne: si parla di un 52% contro il 48. Per quel che riguarda l’età di chi si rivolge a questo servizio, questa è sempre più trasversale e riguarda un po’ tutte le fasce, dai giovani agli anziani. Lo spartiacque, come aveva spiegato Michela Biscaro in altre occasioni, è stato il periodo del Covid, quando c’è stata una vera e propria impennata di chiamate, aumentate del 70% rispetto alla media pre-pandemia, e da come stanno andando le cose in questa estate 2025 il Covid non è ancora passato per tutti.

































