MANTOVA Sembrerebbe una “missione impossibile” mettere d’accordo le necessità del soccorso eliportuale con quelle dei varî enti e aziende preposte, ma è qui che interviene il privato a tendere una mano e a salvare le capre della sanità con quelle del Comune. È grazie all’intervento di Guerrino Nicchio, il super-manager della sanità privata mantovana, che la città potrà avere a breve uno spazio adeguato e a norma per una pista d’atterraggio a norma e sicura per l’elisoccorso. Le premesse si sono registrate nell’incontro della settimana scorsa fra l’Areu e l’Asst virgiliana, ove è stata valutata la possibilità di realizzare una piazzola di elisoccorso all’interno del “Green Park”, il “parco dela salute” di Dosso del Corso che rientra nella galassia sanitaria di Nicchio.
Il piano è stato definito con la qualifica della provvisorietà, in attesa che venga pronto (ma con tempistiche più lunghe del previsto) lo scalo di elisoccorso sulla copertura del futuro “Blocco E” dell’ospedale, sulla cui regolarità e osservanza delle normative Enac vigenti già in molti hanno espresso parecchie perplessità.
Forze politiche e associazioni da tempo hanno dimostrato storcimenti di naso. La soluzione più semplice all’annoso problema, sostengono, sarebbe quella di creare una pista sul sedime del Migliaretto, area di imminente acquisizione da parte del Comune. Da lì al Carlo Poma il tragitto calcolato per un’ambulanza è contenuto in una miseria di minuti. E già comunque lo stesso sindaco Mattia Palazzi si è recentemente detto possibilista, non fosse che in attesa di dare al problema dell’elisoccorso una soluzione definitiva.
D’altro canto, è manifesta la difficoltà di proseguire nelle operazioni di elitrasporto con le condizioni attuali, che vietano atterraggi e decolli dalla piazzola esistente al Poma nelle ore notturne, peraltro in prossimità di una pompa di benzina dall’altra parte della strada e a ridosso del plesso ospedaliero.
Dunque, la soluzione “Green Park” parrebbe al momento la più proficua e a minor costo per la sanità mantovana… e non solo al momento. Si dà infatti per scontato che anche la prospettata ipotesi della pista sul futuro “Blocco E” non darebbe risposte adeguate ai postulati di sicurezza richiesti da Enac, l’ente-authority che sovrintende alle movimentazioni aeree. È ipotizzabile ogni garanzia di sicurezza, anti-incendio e emergenziale in circostanze avverse supra il tetto di un ospedale? La soluzione “Green Park” ne dà di più.

































