RODIGO – Continua senza sosta la lotta da parte dei componenti del Comitato del No alla realizzazione nel territorio del Comune di Rodigo al confine con il Comune di Gazoldo degli Ippoiliti dell’impianto di produzione d’energia attraverso il biometano.
A tal proposito sono state raccolte più di 1000 firme di cittadini di entrambe i territori coinvolti nell’ìnvestimento.
Alla luce di tutto ciò i responsabili del comitato chiedono al Comune di Rodigo di dichiarare iprocedibile l’istanza di realizzazione dell’impianto di biometano in via Parolino.
«Sono servite – afferma la presidente del Comitato del No, Maria Rosa Pes – due diffide, inviate dal nostro legale incaricato al sindaco del Comune di Rodigo e tre mesi di attesa, per poter ricevere e consultare gli atti del procedimento autorizzativo dell’impianto di biometano. Atti che avrebbero dovuto essere pubblicati anche sul sito istituzionale del Comune, quindi disponibili a tutti i cittadini. A tutt’oggi – prosegue l’esponente del comitato – permane il rifiuto del Comune alla nostra partecipazione alle conferenze dei servizi e alle decisioni, violando diritti tutelati dalle leggi vigente. Perché mai tanto segreto se il biometano, come dicono, è un impianto utile ai cittadini ed al paese? Dall’analisi della documentazione emergono gravi violazioni di legge».
A tal proposito il legale ha presentato all’ente locale rodighese in data 17 ottobre osservazioni e l’invito al responsabile del procedimento al pieno rispetto delle norme di legge e a revocare immediatamente la illegittima sospensione del procedimento.
Sul piano delle osservazioni depositate si sottolinea che il procedimento è stato avviato in assenza della documentazione fondamentale ai fini della procedibilità dell’istanza. I termini del procedimento sono stati illegittimamente dilatati concedendo alla proponente una sospensione non concessa dalla legge e pertanto illegittima per fornire la documentazione mancante al fine di assentire il progetto. La sospensione del procedimento serve per acquisire informazioni non per rimediare o sopperire ad incompletezze o errori del soggetto richiedente.
Le opere inserite nel progetto coinvolgono direttamente la strada “Parolino” e il suo uso. La stessa è di proprietà privata seppur di uso pubblico.
I privati non sono mai stati convocati nel procedimento nonostante abbiano pagato quasi integralmente la manutenzione della strada, il Comune ha partecipato solo al 20% dei costi.
Alla luce anche di altri aspetti inseriti nel documento presentato dal legale del Comitato del No si evidenzia come, secondo loro, l’impianto anche i cittadini non lo vogliono.
A questo punto i responsabili del comitato stanno valutando la possibilità di promuovere due incontri pubblici per illustrare la situazione attuale che si terranno uno a Rodigo e uno a Gazoldo degli Ippoliti.





























