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Rugby Serie A Elite – Scossa in Lega, Arletti annuncia le dimissioni: “Non c’è sintonia”

VIADANA Il presidente del Rugby Viadana, Giulio Arletti, è impegnato su più fronti: dentro il club giallonero, che – come sottolinea il ds Ulises Gamboa – sta vivendo un “nuovo anno zero”, e sul piano nazionale, nel ruolo di presidente della Lega Italiana Rugby (LIR). Mentre il libro di Adolfo Berni, Il venditore di sole, ne ripercorre il cammino imprenditoriale, Arletti si trova a gestire sfide complesse dentro e fuori dal campo, tra la costruzione di un Viadana competitivo e il tentativo di dare una direzione unitaria al rugby italiano.
Presidente, il nuovo incontro della Lega Rugby ha appianato le divergenze delle ultime settimane?
«Direi di no. Ci siamo dilungati su alcuni punti e il resto è stato rimandato. Il disallineamento oggi è ancor più evidente: ci sono due o tre società alle quali dà fastidio la mia presenza e la mia presidenza. Per questo ho inserito all’ordine del giorno della prossima riunione le mie dimissioni. Se avrò ancora fiducia, continuerò; altrimenti sarò sereno nel lasciare».
Si parla di un possibile passaggio alla LIR nella gestione dei calendari di campionato e Coppa Italia. È realistico?
«Solo se la LIR presenterà proposte concrete alla FIR. I direttori sportivi si sono già confrontati, ma se la Federazione non riterrà utili le nostre idee, tutto resterà com’è ora».
Il canale tematico The Rugby Channel sta producendo i risultati attesi?
«Sta dando segnali positivi. Abbiamo circa 500 abbonati, una buona base di partenza. Ora serve spingere sul marketing per creare un riferimento solido per gli appassionati. Però non basta aprire un canale: servono contenuti e informazione. È un inizio incoraggiante e siamo ottimisti per la crescita».
Come rendere la Serie A Elite più “vendibile”?
«Bisogna continuare su questa strada, rafforzando le collaborazioni per coinvolgere sempre più pubblico. La LIR ha trovato partner importanti tra radio e giornali: a breve verranno ufficializzate le novità. Inoltre siamo vicini a chiudere un accordo con il prossimo title sponsor del campionato».
Sul fronte Viadana, la squadra sta viaggiando bene in campionato ma la rosa è apparsa corta in Coppa Italia. Qual è la situazione?
«In campionato stiamo andando bene, anche grazie a un calendario finora favorevole. I veri test arriveranno con gli scontri diretti. In Coppa Italia abbiamo sofferto perché gli addii dell’anno scorso sono stati pesanti. Abbiamo dato spazio ai giovani, forse un po’ presto, ma serve farli crescere. Sono fiducioso: noi, al contrario di quanto qualcuno dice, investiamo davvero sui giovani, e la Coppa lo dimostra».
State lavorando su nuove strategie societarie?
«Sì, stiamo sviluppando un progetto a cui teniamo molto: la creazione di un’accademia interna. Se si concretizzerà, sarà un passo decisivo per la crescita dei giocatori. E l’uomo giusto per guidarla è Roberto Manghi, una garanzia in termini di esperienza e visione».
Viadana ha un tessuto sociale ed economico importante. Le aziende e il territorio stanno rispondendo?
«Abbiamo ottimi partner che hanno addirittura aumentato il loro impegno. Altri, invece, restano più distanti. Tocca a noi rafforzare il nostro appeal per coinvolgerli di più. Il rugby vive anche di relazioni e appartenenza: è lì che dobbiamo continuare a investire».