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Oinoe Vini: innovazione e tradizione per un vino che va oltre l’eccellenza

Il viadanese Alex Cerioli, fondatore e proprietario di Oinoe Vini

L’azienda nata nel Parmense dall’iniziativa imprenditoriale
del viadanese Alex Cerioli: “Scommessa che stiamo vincendo”

VIADANA –  Nata poco più di dieci anni fa dall’intuito e dallo spirito imprenditoriale del viadanese Alex Cerioli Oinoe Vini è ora un’azienda vitivinicola affermata. Situata nella località Guardasone, frazione di Traversetolo in provincia di Parma, Oinoe ha fatto dell’innovazione, nel solco della tradizione e del rispetto dell’ambiente, una delle proprie bandiere. A fare il resto ci pensano la passione di Cerioli e dei suoi collaboratori, oltre alle particolari caratteristiche dei vari e compositi terreni collinari sui quali sorgono i vigneti.

Oinoe è un’azienda vitivinicola nata solamente 13 anni fa e arrivata come una novità nel settore. Questo essere “nuovi” nel mondo dei vini e delle vigne, ha influito sulla vostra concezione di produzione? E in che modo?
«Oinoe è a tutti gli effetti un’azienda molto giovane, che ha fin dall’inizio abbracciato questo essere “novità” per affermare in maniera ancora più decisa la propria identità e la propria produzione. Quello che poteva rappresentare un limite, ovvero l’essere gli ultimi arrivati in un territorio ricco di storia e di tradizione, si è invece trasformato nell’occasione perfetta per dare un contributo innovativo e arricchire una produzione già importante e di valore. L’esempio perfetto è il lavoro fatto, fin dal primo giorno, sul Metodo Classico, forse la sfida più difficile ma che ha poi regalato le migliori soddisfazioni. L’introduzione di un metodo produttivo che regala prodotti di altissima qualità ma che necessita di estrema cura e di grande investimento in termini di sforzi ed energia, poteva sembrare a molti un azzardo. Una produzione più che triplicata e il fatto che diverse altre aziende oggi stiano seguendo questa strada è invece la prova di un progetto promettente e sicuramente innovativo per il territorio».

Quali sono i vini che Oinoe produce?
«Oinoe vanta ad oggi una produzione molto varia e diversificata, che si concentra in parte sulle varietà locali e in parte su varietà internazionali che costituiscono ad esempio la base dei nostri Spumanti. La scelta produttiva è sempre stata improntata sulla valorizzazione del singolo vigneto, senza focalizzarsi tanto sulla varietà in sé e valorizzando piuttosto le caratteristiche uniche di ogni appezzamento. Questo ha dato vita ad espressioni estremamente varie e differenti anche derivanti dai medesimi vitigni, dando valore alla versatilità estrema di vitigni come la Malvasia aromatica di Candia o la Barbera dei Colli di Parma, che ci permettono di spaziare dagli Spumanti Metodo Classico e Charmat fino ai fermi più strutturati ed evoluti, con tecniche di fermentazione e affinamento che vanno dall’acciaio fino all’anfora o al legno».

Perché proprio la provincia di Parma? Ci racconti un po’ la storia della sua azienda…
«Parma ha rappresentato in realtà una deviazione inizialmente imprevista. La mia intenzione iniziale era quella di produrre vino nel mio territorio d’origine, e quindi nelle pianure che circondano Viadana. Il destino ha voluto che il mio percorso si incrociasse però con quello di Alberto Grasselli, esperto enologo e spumantista, che risiede invece a pochissimi chilometri da Oinoe e con il quale condivido una passione per il Metodo Classico e per la spumantizzazione. Fu Alberto, al tempo, a suggerirmi di prendere in considerazione la Collina di Guardasone in quanto estremamente vocata per una produzione di alta qualità, e i cui vigneti potevano regalare ottimi risultati anche in termini di basi spumante. Ho compreso questo grande potenziale fin dall’inizio e ho condiviso da subito questa visione con Alberto, con cui ho ancora la fortuna di collaborare ad oggi. In dieci anni l’azienda si è trasformata ed evoluta, dando vita ad una squadra giovane e variegata che ogni giorno lavora per trasformare questa visione in realtà».

I terreni su cui crescono i vostri vigneti sono collinari. Hanno caratteristiche particolari?
«I terreni su cui crescono i nostri vigneti sono il primo fattore che contribuisce all’unicità e alla qualità dei nostri vini. Spesso chi guarda al territorio emiliano tende ad avere una visione più limitata alla pianura, con i suoi terreni alluvionali, dalle origini geologiche più recenti e dalla composizione più o meno omogenea. Ciò che rende invece unica l’area pedecollinare è l’origine molto più antica marina dei suoi terreni, che ha creato una stratificazione progressiva il cui risultato è una presenza incredibile di terreni particolarmente diversi tra loro e capaci di connotare i nostri vini in maniera unica. Questa diversità ci dà la possibilità di operare una selezione sulle uve ottenute, scegliendo il tipo di vinificazione ideale in base alle caratteristiche del frutto».

La produzione di vino biologico e il ridotto uso di solfiti rientrano tra le più importanti caratteristiche dei vostri vini. Ci illustri un po’ meglio la situazione.
«Fin da subito la gestione sostenibile e attenta dei nostri vigneti è stata una condizione imprescindibile. Nel tempo ci siamo distinti per l’adesione al sistema di certificazione SQNPI che ci permette di assicurare al consumatore una gestione agronomica a minor impatto possibile, che abbia tra le priorità la tutela della biodiversità e della salute delle piante e del terreno. Più di recente sono entrati a far parte della produzione anche vigneti certificati Biologici, che ci stanno dando l’opportunità di sperimentare e valutare diverse possibilità scegliendo sempre la strada migliore in base al territorio e alla storia del vigneto. Anche il ridotto uso di solfiti ha da sempre rappresentato un filo conduttore di tutta la produzione; in questo caso la scelta nasce anche da una necessità più personale, motivata da un’intolleranza ai solfiti che mi ha permesso di dedicare più attenzione e di avere più consapevolezza in merito alla questione. Decidiamo di indicare in etichetta il quantitativo esatto di solfiti all’imbottigliamento, scelta assolutamente pionieristica in tutta la regione Emilia-Romagna, e grazie ad un attentissimo lavoro di controllo della temperatura e forte limitazione del contatto con l’ossigeno, riusciamo a garantire livelli sempre ben inferiori rispetto al consentito per la produzione biologica, e quindi di gran lunga inferiori rispetto al consentito in vinificazione convenzionale. I solfiti sono un allergene ma non sono un veleno, e sono sempre presenti nel vino anche se non aggiunti. Limitarne però l’utilizzo è una forma di tutela nei confronti del consumatore più sensibile e attento».

Una curiosità: cosa significa e da dove deriva il nome “Oinoe”?
«“Oinoe” è in realtà il nome proprio di una città citata nell’ambito della mitologia Greca come il luogo che diede i natali al vino. La storia della città è indissolubilmente legata al mito di Dioniso e al significato del vino nella cultura moderna. Questo nome celebra inoltre il nostro legame con la Grecia, motivato dalla Malvasia Aromatica di Candia che è ad oggi il vitigno a bacca bianca più rappresentativo del territorio parmense, coltivato da secoli su colline come quella di Guardasone ma originario di Creta, da cui venne importato intorno al XV secolo».

Una domanda tecnica: come e dove è possibile acquistare i vostri vini?
«Lo spaccio diretto della Cantina è sempre aperto al pubblico e dà il benvenuto a chiunque sia curioso di assaggiare o acquistare i nostri vini e approfondire con percorsi di degustazione e visite guidate. Ci trovate dal lunedì al venerdì (9-12.30 e 14-18) e al sabato mattina (9-12.30). Abbiamo inoltre uno shop online che permette l’acquisto diretto tramite il nostro sito web ufficiale: www.oinoevini.it. I nostri vini sono poi disponibili in diverse enoteche, wine bar, ristoranti e negozi del territorio; per scelta lavoriamo esclusivamente con la clientela diretta oppure con il settore HoReCa, ma non con la grande distribuzione».