Home Cronaca Mantova senza fondi, ormai ex capitale della cultura

Mantova senza fondi, ormai ex capitale della cultura

PALAZZI

Mantova Fuori i numeri anche della cultura, che il vicesindaco Giovanni Buvoli ha sciorinato in commissione consiliare, non senza suscitare le rimostranze di frange dell’opposizione, e in primis da parte di Forza Italia: il previsionale 2026 del Comune assicura infatti 1,6 milioni in meno per l’anno entrante rispetto al 2025. Come dire, lamenta l’opposizione, che nella certezza di non potersi più mettere in gioco, l’assessore alla cultura, ossia lo stesso sindaco Mattia Palazzi, andrà a salvaguardare i servizî a discapito del suo settore.
Questa la tesi del capogruppo azzurro Pier Luigi Baschieri, che tira una riga di somma: «Il piatto piange: anche la cultura nel dopo-Palazzi non sarà più la stessa. Tagliati 1,6 ml di euro dal bilancio di previsione per i servizi culturali. A rischio è tutta la programmazione degli eventi culturali del secondo semestre del 2026 che non hanno la garanzia di copertura finanziaria garantita da sempre negli ultimi cinque anni. La speranza è di recuperare risorse economiche in corso d’anno per garantire eventi e festival che in questa città sono diventati icone della città, a partire dal Festivaletteratura».
È vero che l’anno delle elezioni comunali è da sempre un periodo transitorio, prosegue Baschieri, «ma la pianificazione degli eventi culturali da sempre influenza i flussi turistici e l’immagine della città. In questi anni si sono distribuite risorse a pioggia coinvolgendo sempre i soliti operatori del terzo settore, ma ora serve una politica più assennata e efficace. La congiuntura economica favorevole agli enti locali purtroppo si è esaurita: il successore di Palazzi, indipendentemente dal fatto che sia di centrosinistra o centrodestra, avrà un percorso in salita a partire dal sistema culturale messo in piedi durante questi anni».
Il calo stimato sul bilancio previsionale, che andrà al voto dell’aula entro il mese, si aggira attorno al 30%. A fronte degli 830mila euro stanziati nel 2025 per i partner (comitato Festival, fondazione Artioli, Orchestra da camera e altri), il prossimo anno vedrà destinati al capitolo culturale 737mila euro. Presi invece nell’insieme, i conti dello stanziamento complessivo dicono che contro ai 5,96 milioni del 2025, l’anno entrante ne vedrà a disposizione solo 4,38. E non solo. Come sottolinea ancóra Baschieri, tutti i servizî del settore dedicato vengono garantiti solo per il primo semestre 2026, mentre per il secondo semestre si conta sull’aleatorietà di bandi regionali, statali o europei che vadano a coprire la differenza, ma senza alcuna garanzia di reperimento.
«Cosa vuol dire tutto questo? È semplice – conclude Baschieri –: Palazzi ha coperto le cose da lui avviate, lasciando scoperta tutta la programmazione del suo successore». Così che dai fasti della “Mantova capitale della cultura 2016” si rischia di trovare una “Mantova Cenerentola 2026”.