MANTOVA Un Mantova spento, che si “sveglia” troppo tardi. Nel derby del Martelli con la Reggiana i biancorossi incappano nella nona sconfitta dopo 15 giornate. A fine partita mister Davide Possanzini accetta l’1-0 finale e analizza cosa non ha funzionato. «Non abbiamo fatto né la nostra miglior partita, né la peggiore. Non volevamo forzare le giocate per evitare di subire delle ripartenze. In gare così, se riesci a tenerle in bilico fino alla fine, può capitare sempre un episodio. Ma oggi (ieri, ndr) ci è mancata qualità nei controlli, soprattutto nei pochi spazi che si creavano. I ragazzi hanno dato tutto fino all’ultimo secondo. Accettiamo questa sconfitta, rosichiamo però andiamo avanti. Ci siamo esposti ai contropiedi, ma del resto abbiamo provato a condurre la partita. Il loro gol ha complicato tutto: dopo aver segnato si sono schiacciati in difesa. Non è tutto da buttare, il risultato è negativo ma la squadra sa cosa deve fare. Spero solo non perda fiducia e continui a lottare. Abbiamo ancora molte gare da giocare, non è morto nessuno».
L’allenatore biancorosso guarda il bicchiere mezzo pieno e guarda subito alla trasferta di sabato a Cesena: «Dobbiamo lavorare su tanti aspetti – spiega – però mi rendo conto che le occasioni create di solito sono tante. Con la Reggiana ne abbiamo costruite di meno, concludendo anche poco. Non è facile quando giochi contro squadre che difendono con 8-9 giocatori dentro l’area. Abbiamo avuto poca incisività». «Il mercato? Non credo risolva i problemi. Parleremmo di fantacalcio. Sono contento dei miei ragazzi. Tutti hanno fatto una buona prestazione, nessuno però si è distinto per qualità. Il pallino del gioco l’abbiamo tenuto noi, le riaggressioni sono state fatte bene e la squadra ha giocato costatemene nella metà campo avversaria. Conosciamo le nostre difficoltà. So che ci capita di perdere partite così per il modo di giocare che abbiamo. Ma altre invece le abbiamo vinte. Il Mantova è in crescita sotto tanti aspetti. Ripeto, il risultato fa male e ci fa rosicare tanto, soprattutto per come è arrivata. Dobbiamo solo andare avanti con positività e fiducia perché squadra si sta esprimendo bene».
«Sceglierei ancora Wieser – conclude Possanzini – . Servivano qualità nello stretto e capacità di saltare l’uomo palla al piede. Speravo si aprissero spazi minuto dopo minuto, ma così non è stato. Paoletti invece ha attaccato bene gli spazi e si è presentato in area parecchie volte. Abbiamo pagato tutti un po’ il clima del primo tempo. Sono ragazzi che giocano a calcio e vogliono fare bene, è normale sbaglino a volte. La differenza l’ha fatta la qualità nonostante la buona occupazione del campo cercata con pazienza. Abbiamo preso gol nel nostro momento migliore. Peccato perché avevamo approcciato bene la ripresa».

































