CASTEL D’ARIO – Il dado è tratto: Mara Spanevello rompe gli indugi e dopo alcune settimane di riflessione decide di scendere in campo alle prossime elezioni di fine maggio per la carica di sindaco a Castel d’Ario. L’ufficialità è arrivata al termine di una serie d’incontri sul territorio, in primis con i colleghi di maggioranza con cui in questi anni ha collaborato a stretto contatto condividendo il percorso amministrativo alla guida del paese di Tazio Nuvolari.
«Vivo a Castel d’Ario da ormai 38 anni, e nel tempo ho imparato a conoscerlo e ad amarlo. Sono orgogliosamente una maestra in pensione. In questi ultimi 11 anni – spiega – ho ricoperto prima la carica di assessore alle politiche sociali e successivamente quella di vicesindaco con varie deleghe, fra cui quella all’istruzione: un’esperienza straordinaria in cui ho imparato moltissime cose, insieme con il sindaco Daniela Castro, affrontando tante difficoltà e tante prove, fra cui il periodo del Covid».
Spanevello sarà l’unica donna della partita, consapevole che gli incarichi che ha ricoperto in questi anni, come vicesindaco e assessore, le hanno dato l’opportunità di crescere e conoscere da dentro la macchina amministrativa, valutandone a fondo le criticità. «Consapevole della complessità che caratterizza la conduzione di un Comune, ho deciso di candidarmi come sindaco, forte del sostegno del mio gruppo, nel quale ci sono il mio attuale sindaco, una buona parte della squadra attuale e forze nuove. Ritengo importante – aggiunge Spavenello – che il candidato sindaco abbia l’adeguata preparazione e l’esperienza per affrontare questo difficile compito e che sia accompagnato da una squadra motivata e coesa, capace di coniugare l’esperienza con l’innovazione. Se i miei concittadini mi daranno fiducia lavorerò per Castel d’Ario con serietà ed impegno, grazie anche alle svariate competenze della mia squadra. Castel d’Ario – conclude – ha un potenziale enorme, ma il potenziale da solo non basta. Servono visione e competenze, e soprattutto un dialogo costante. Quello che da parte mia mai mancherà».
Matteo Vincenzi






































