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Rivoluzione in Nefrologia all’Ospedale di Mantova: arriva la reoferesi per salvare gli arti nei pazienti in dialisi

MANTOVA – La struttura complessa di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale “Carlo Poma” di Mantova, guidata dal direttore Giuseppe Mazzola, ha introdotto un’importante innovazione terapeutica: la reoferesi. Questa tecnica d’avanguardia è impiegata in casi selezionati di arteriopatia obliterante degli arti inferiori nei pazienti sottoposti a emodialisi, con l’obiettivo di migliorare nettamente la loro qualità di vita ed evitare disabilità invalidanti o amputazioni.
Cos’è la Reoferesi e come funziona
La reoferesi è una procedura extracorporea di filtrazione del plasma che agisce direttamente sulle proprietà fisiche del sangue. Il dottor Giuseppe Mazzola spiega nel dettaglio il meccanismo biologico alla base del trattamento:
Come descritto dal dottor Mazzola nei documenti di riferimento, la procedura filtra selettivamente il plasma rimuovendo macromolecole ad alto peso molecolare come fibrinogeno, lipoproteine e alfa2macroglobulina, correlate alla coagulazione, al trasporto dei grassi e alla regolazione immunitaria ed enzimatica. Per i dettagli completi sulla citazione originale, si rimanda ai documenti di riferimento.

Attraverso questo filtraggio mirato, la tecnica permette di:
  • Ridurre la viscosità del sangue e ottimizzare l’emoreologia.
  • Migliorare la vasodilatazione e ripristinare la perfusione nel microcircolo.
  • Favorire l’ossigenazione dei tessuti e la conseguente guarigione delle ulcere.
L’importanza del microcircolo nell’arteriopatia obliterante
L’arteriopatia obliterante degli arti inferiori colpisce fino al 40% dei pazienti in emodialisi, causando ulcere dolorose epatologiche e rischi di amputazione. Mentre la chirurgia tradizionale (angioplastica e bypass) agisce sul macrocircolo, la reoferesi interviene sul microcircolo dove la chirurgia non arriva, ripristinando il flusso ematico.
Il protocollo “Rheopad” all’Ospedale di Mantova
L’equipe ha sviluppato il protocollo operativo “Rheopad” in linea con le direttive internazionali ASFA 2023. Da marzo 2025, sono già 7 i pazienti in emodialisi trattati con successo.