MANTOVA. I tempi cambiano per tutti, anche per i ladri di biciclette. Le vecchie Bianchi o Atala non fanno più gola, e anche le più recenti mountain bike sembrano avere fatto il loro tempo. Ora è il momento di rubare le e-bike (traduzione: biciclette elettriche). Negli ultimi tempi a Mantova sono stati segnalati diversi furti del genere, ultimo della serie in viale della Repubblica. Altri colpi delo stesso tenore sono stati messi a segno in zona viale Montello e San Pio, ma anche il centro è tutt’altro che esente da questi furti. La chiamavano microcriminalità quella dei ladri di biciclette, ma il danno per chi subiva questo tipo di furto era comunque grave, perché significava rimanere a piedi ed essere di conseguenza costretti ad affrontare una spesa extra per comprarne una nuova o usata che fosse. Ora il danno fatto da questa microcriminalità si è ulteriormente aggravato per il valore delle biciclette elettriche, che spesso si aggira sui 1300-1500 euro. Secondo alcune fonti investigative buona parte di questa preziosa refurtiva prende la strada dei paesi dell’Est Europa, il che avvalorerebbe l’ipotesi che a mettere a segno questi colpi non siano i nipoti di quei ladri di biciclette che nell’immaginario collettivo hanno le facce in bianco e nero del celebre film di Vittorio De Sica, ma gruppi ben organizzati, che seguono le proprie vittime quasi fin dentro i luoghi di lavoro se non quasi dentro casa; dinamiche, queste che fanno pensare più a un’azione preordinata piuttosto che a furti occasionali. Un contrasto a questa recrudescenza di furti di biciclette tecnologiche può arrivare proprio dalla tecnologia, con localizzatori Gps da applicare ai telai quando il modello non ne ha uno di serie. La maggior parte delle e-bike rubate recuperate sono state rintracciate grazie a questi dispositivi.






























