MANTOVA. Citando le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella “La scuola è aperta a tutti” e richiamando l’articolo 34 della Costituzione, il Pd mantovano ha organizzato oggi sei flash mob per dire no al decreto che introduce un tetto alla presenza di studenti stranieri nelle scuole.
La mobilitazione si è svolta davanti agli istituti di Borgo Virgilio, Mantova, San Giorgio Bigarello, Dosolo, Buscoldo e Suzzara, con cartelli e striscioni. “La scuola deve rimanere zona franca, un luogo di opportunità”, ha spiegato il segretario provinciale del Pd Adriano Stabile, sottolineando le difficoltà dell’istruzione mantovana: secondo i test Invalsi, il 36,4 per cento degli studenti arriva alla fine della terza media senza competenze alfabetiche adeguate, mentre l’abbandono scolastico raggiunge il 16,6 per cento.
“È necessario occuparsi dei problemi veri della scuola, finanziare pre-scuola e dopo-scuola, aumentare le ore di alfabetizzazione e valorizzare gli insegnanti”, ha aggiunto Stabile.
Al flash mob di Mantova era presente il segretario cittadino Giovanni Buvoli: “La posizione assunta dal Governo è contro ogni principio costituzionale. La scuola deve essere un luogo di coesione, dove si impara a rispettare gli altri. Un’imposizione di questo tipo rischia di creare ghettizzazione”. Critico anche l’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Mantova Francesca Zaltieri che ha definito il decreto “discriminatorio” e ha giudicato insufficienti le risorse previste per l’alfabetizzazione.





























