CASTIGLIONE DELLE STIVIERE – Nessuna pianificazione ordita a tavolino, bensì un’azione del tutto improvvisa e di natura preterintenzionale. Con questa tesi l’avvocato Gregorio Viscomi, legale del 37enne moldavo Dumitru Stratan, ha presentato ricorso in Cassazione contro la condanna al carcere a vita emessa lo scorso 22 aprile dalla Corte d’Assise d’Appello di Brescia.
Stratan è stato riconosciuto responsabile in secondo grado dell’omicidio premeditato e dell’occultamento di cadavere dell’ex convivente Yana Malaiko, la 23enne ucraina uccisa tra il 19 e il 20 gennaio 2023 a Castiglione delle Stiviere e ritrovata senza vita undici giorni dopo nelle campagne al confine con Lonato del Garda. Il ricorso della difesa punta a ribaltare la sentenza d’appello, che aveva inasprito i vent’anni di reclusione inflitti in primo grado dalla Corte d’Assise di Mantova per omicidio volontario con dolo d’impeto.
La difesa punta a escludere la premeditazione
In poco meno di quaranta pagine di ricorso, la difesa contesta punto su punto i pilastri dell’accusa che hanno portato i giudici bresciani a riconoscere l’aggravante della premeditazione, necessaria per la condanna all’ergastolo. I principali elementi contestati nel ricorso includono:
- Le presunte minacce: La frase rivolta da Stratan a Yana il 15 gennaio («Devi andartene da Castiglione perché se è uno che conosco ti ammazzo») viene considerata dal legale non attendibile come reale minaccia di morte, chiedendo di riconsiderare la testimonianza del nuovo compagno della vittima.
- I movimenti nel condominio: I ripetuti passaggi dell’imputato registrati il 18 gennaio nel condominio di piazzale della Resistenza (dove Yana era ospitata dalla sorella di Stratan) e la presunta manomissione della telecamera dell’ascensore sono interpretati dalla difesa come segni di tensione legati a una discussione, e non come sopralluoghi per pianificare l’occultamento.
- Il reset del cellulare e l’esca del cane: Per il legale, il reset del telefono non dimostra la volontà omicida, così come viene contestata l’ipotesi che Stratan abbia usato il pretesto di restituire il cagnolino Bulka per attirare l’ex convivente in trappola.
- La pala nell’auto: La vanga da 58 centimetri rinvenuta a bordo della Mercedes Slk usata per il trasporto del corpo viene descritta come un comune attrezzo già in possesso dell’uomo per usi ordinari, e non come uno strumento per scavare una fossa.
Segni di “improvvisazione e scarsa lucidità”
Secondo l’avvocato Viscomi, l’intera condotta successiva al delitto dimostrerebbe una totale assenza di pianificazione. Le vistose tracce di sangue lasciate nell’appartamento al quarto piano e le immediate confessioni fatte dall’imputato alla sorella e a un amico sarebbero, secondo la linea difensiva, chiari segnali di improvvisazione, panico e scarsa lucidità del momento.
Yana Malaiko venne aggredita al volto e alla testa e poi soffocata (l’autopsia parlò di asfissia meccanica violenta). Il suo corpo venne nascosto in un trolley e abbandonato sotto una catasta di legno e fogliame in un campo al confine tra le province di Mantova e Brescia, dove fu ritrovato il 1° febbraio successivo. La parola passa ora ai giudici della Suprema Corte, chiamati a valutare la legittimità della sentenza d’appello.































