Home Cronaca Madre Ignazia Isacchi è beata. Chiesa mantovana in festa

Madre Ignazia Isacchi è beata. Chiesa mantovana in festa

MANTOVA – La Chiesa mantovana ha una nuova beata. Madre Maria Ignazia Isacchi, fondatrice della Congregazione delle Suore Orsoline del Sacro Cuore di Gesù, è stata proclamata beata questa mattina nella basilica di Sant’Andrea, durante la solenne celebrazione presieduta dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi e delegato di papa Leone XIV. La lettura della Lettera apostolica di Leone XIV, lo svelamento dell’immagine di madre Ignazia e la presentazione della reliquia davanti all’altare hanno scandito i momenti più intensi della cerimonia, in un momento di particolare significato per la diocesi e per la congregazione nata a Gazzuolo nel 1893, oggi presente anche in Burundi. Alla celebrazione, concelebrata dal vescovo di Mantova Marco Busca e dall’arcivescovo di Milano Mario Delpini, insieme ad altri vescovi, hanno partecipato numerose religiose provenienti dalle comunità italiane. Le consorelle del Burundi hanno potuto seguire la cerimonia in diretta streaming. In una basilica gremita, con le autorità civili e militari in prima fila, il cardinale Semeraro ha dedicato il cuore dell’omelia alle Beatitudini, indicate come una scala che conduce alla santità e, riprendendo papa Francesco, come «la carta d’identità del cristiano». Un cammino che madre Ignazia ha percorso nella concretezza della propria esistenza. La Chiesa, ha sottolineato Semeraro, non la propone come esempio per aver compiuto imprese straordinarie, ma per aver lasciato che il Vangelo trasformasse progressivamente la sua vita in una testimonianza di Cristo. Una vicenda segnata anche da prove, incomprensioni e difficoltà, tanto da poter essere descritta, ha ricordato il porporato, come «un percorso a ostacoli». Eppure la religiosa non abbandonò la propria missione educativa e assistenziale, dedicata soprattutto alle giovani, ai malati e ai più poveri. Il cardinale ha individuato nella povertà di spirito, intesa come affidamento alla volontà di Dio, uno dei tratti profondi della spiritualità della nuova beata. Una santità che non allontana dalla realtà, ma si costruisce attraverso le scelte e le responsabilità quotidiane. Nata nel 1857 a Stezzano, nel Bergamasco, madre Ignazia arrivò a Gazzuolo con sette consorelle nel 1893, dando vita alla nuova congregazione. Dal 1917 la Casa madre si trova ad Asola, dove la religiosa morì nel 1934. A rendere possibile la beatificazione è stato il riconoscimento del miracolo attribuito alla sua intercessione: la guarigione improvvisa, completa e duratura, nel 1950, di suor Maria Assunta Zappella, gravemente malata. Un’eredità spirituale che continua nell’opera delle Orsoline, impegnate nella formazione e nell’assistenza, dall’Italia all’Africa.