Home Eventi Il Teatro Soms si fa osteria: una notte cantando Guccini

Il Teatro Soms si fa osteria: una notte cantando Guccini

CASALOLDO Il teatro SOMS di Casaloldo diventa un’osteria per Guccini. Venerdì 16 ottobre alle 20.30 andrà in scena “Parole che dicevano gli uomini son tutti uguali. L’universo artistico, intellettuale ed etilico di Francesco Guccini”, serata a ingresso libero con il maestro Michele Mari alla chitarra e alla voce, in dialogo con Gian Agazzi. La serata a cura di Combattenti e Reduci e Persone Singolari sarà un modo particolare per ricordare il noto cantautore e, per una sera il Teatro SOMS di Casaloldo cambierà pelle: niente platea composta e sipario solenne, ma tavoli, pane, vino e salame, come in una di quelle osterie fuori porta che Francesco Guccini ha cantato per tutta la vita. A trasformare il teatro in osteria saranno l’Associazione Combattenti e Reduci di Casaloldo e il gruppo delle Persone Singolari, che cureranno l’accoglienza e offriranno le libagioni durante tutta la serata. Una scelta non casuale: i Combattenti e Reduci custodiscono da decenni in paese la memoria della guerra, della prigionia e della Resistenza, gli stessi temi che attraversano molte delle canzoni più note del cantautore di Pàvana. Accanto a loro, le Persone Singolari: cittadini che hanno scelto di metterci tempo, recitazione, arte e passione, senza bandiere, nello spirito di comunità che la serata vuole celebrare e che si prepara alla sagra di San Luigi della settimana successiva. Il programma promette un viaggio attraverso tutte le stagioni di Guccini. Si partirà dall’epica ferroviaria e anarchica de La locomotiva per arrivare ad Auschwitz, il brano che nel 1966 portò lo sterminio nella canzone italiana con la voce di un bambino passato per il camino. Ci sarà Dio è morto, l’inno generazionale che la Rai censurò e che la Radio Vaticana invece trasmise, e ci sarà Un vecchio e un bambino, parabola di un mondo dopo la catastrofe in cui la memoria resta l’unica cosa da tramandare. Spazio poi al Guccini più intimo e autobiografico: Eskimo, con la sua giovinezza bolognese e un amore finito tra i cappotti degli anni Settanta, e Canzone per un’amica, il congedo struggente da un’amica scomparsa troppo presto. Ma la serata non avrà una scaletta rigida. «Non ci siamo accordati su niente, e non lo faremo», spiega Agazzi. «Sarà una cosa tra amici, tra due gucciniani di generazioni diverse. Chi verrà potrà chiedere una canzone, cantarla o recitarla. Nessuno guiderà la serata: la guiderà Guccini, con la sua idea del mondo». In apertura e in chiusura risuonerà Addio, il brano del 2000 che Agazzi indica come il suo preferito: un lungo elenco di congedi ironici e amari agli ipocriti, ai benpensanti, ai voltagabbana, e in fondo anche a sé stessi. . Ingresso libero.

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