È stato siglato presso il Ministero dell’Agricoltura (Masaf) il nuovo accordo verbale per il prezzo del latte nel Nord Italia, valido per i mesi di aprile, maggio e giugno 2026, che fissa il prezzo alla stalla a 47 centesimi al litro, introducendo una tregua trimestrale in un mercato segnato da forti incertezze. Secondo Andrea Pagliari, presidente di Confagricoltura Mantova, si tratta di una scelta di prudenza e di un atto di responsabilità necessario: le quotazioni del latte spot continuano infatti a pesare sugli equilibri del settore e questo approccio temporaneo rappresenta una risposta alla necessità di stabilità, in attesa di un riequilibrio tra produzione e consumi, spesso condizionati da dinamiche speculative. L’accordo conferma però un “doppio regime”, con 47 centesimi riconosciuti per i volumi storici di produzione e un prezzo spot, più basso, per le eccedenze registrate negli ultimi sei mesi, una distinzione che evidenzia le difficoltà nella gestione dell’aumento della produzione lattiera a livello regionale. Oltre al prezzo, l’intesa introduce anche alcuni punti qualificanti per la tenuta del sistema, tra cui il ritiro delle disdette, con l’industria che si impegna a revocare le interruzioni di contratto inviate ai produttori, lo stanziamento di 10 milioni di euro per l’acquisto di formaggi duri destinati alle fasce più deboli e il rafforzamento dei controlli contro le pratiche sleali e le speculazioni di mercato. Pagliari conclude con un appello a tutti gli attori della filiera, sottolineando la necessità di una vera programmazione: i produttori devono aggregare l’offerta, le cooperative devono ridurre le interferenze tra comparti e le istituzioni devono garantire un monitoraggio costante, in un momento in cui è fondamentale dimostrare etica e coerenza.








































