Carne coltivata, assaggiare il cibo di domani

MANTOVA  Cosa mangeremo domani? Gli esperti invitati al Food&Science Festival continuano ad interrogarsi sui temi di maggiore attualità. La carne coltivata, la scienza, le più recenti normative in materia sono stati sotto la lente d’ingrandimento all’incontro di ieri nella Sala delle Lune e dei Nodi della Camera di Commercio in via Calvi. Ne hanno parlato Carlotta Giromini docente di nutrizione e alimentazione animale dell’Università di Milano, Cecilia Sanna docente di diritto dell’Unione Europea dell’Università di Milano, Giulia Formici ricercatrice di diritto pubblico comparato dell’Università di Parma e Maria Giulia Corazza dottoranda in scienze giuridiche, diritto pubblico comparato dell’Università di Parma.

La carne coltivata, ha spiegato Gironimi, è un tipo di carne prodotta attraverso la coltura di cellule animali in laboratorio, anziché attraverso l’allevamento e la macellazione di animali. Si ottiene attraverso una tecnologia che riduce l’impatto ambientale dell’allevamento animale con minori emissioni, migliorando il benessere degli animali e ottenendo maggiore sicurezza alimentare. I valori nutrizionali sono simili alla carne tradizionale, forse è anche più salubre.
Dunque, potrebbe rappresentare un’opportunità per soddisfare le maggiori richieste di produzione di cibo nel mondo? Non è tutto così chiaro, c’è ancora molto da studiare per valutare quali potrebbero essere i vantaggi e i rischi.
Un ostacolo non indifferente è rappresentato dalle normative italiane ed europee che ne vietano la produzione e la commercializzazione. Sono ancora pochi i Paesi che l’hanno liberalizzata come gli Usa, Singapore e Israele. In Europa solo in Olanda è ammessa, ma solo per essere assaggiata.
Secondo le esperte servirebbe una normativa ad hoc, sapendo che per ora non è certo competitiva perchè i costi sono ancora molto alti. Ma la ricerca deve fare il suo corso e potrebbe essere una carta da giocare in futuro. Perchè non provare?