Home Cronaca Carne scaduta sul mercato: Report accusa un’azienda mantovana

Carne scaduta sul mercato: Report accusa un’azienda mantovana

MANTOVA – Partite di carne scaduta provenienti da Uruguay, Nuova Zelanda, Ungheria, Ucraina, Romania e persino dalle riserve militari egiziane, che venivano scongelate, lavorate e ricongelate per essere messe sul mercato. Un’inchiesta di Report andata in onda ieri sera su Rai3 è tornano a occuparsi dell’industria alimentare nel Mantovano con un servizio-shock dal titolo Non si butta via niente firmato da Giulia Innocenzi, non nuova a incursioni in stabilimenti alimentari della nostra provincia. Il servizio andato in onda ieri sera è stato realizzato all’interno di un’azienda con sede nell’hinterland mantovano, leader nel settore della lavorazione delle carni estere, che fattura circa 200 milioni l’anno. “Era nera, puzzava, era brutta. Alla vista e all’olfatto era immangiabile”, raccontato le testimonianze raccolte tra gli operai dello stesso stabilimento. Il servizio mostra “sacchetti di carne caduti a terra e rimessi nei cassoni, piani di lavoro contaminati dal sangue, armadietti infestati da scarafaggi. Pratiche che – viene spiegato – moltiplicano ulteriormente la carica batterica delle carni lavorate. Poco importa: dopo la rimozione dello strato superficiale compromesso, la carne veniva riconfezionata con nuove date di scadenza. Secondo quanto riferito dalla stessa azienda interpellata da Report, “le normative consentono di procedere al congelamento delle carni fresche refrigerate, cioè conservate da -1 a 2 gradi, ma prima che venga raggiunta la data di scadenza”. Dalle immagini del servizio mandato in onda dal programma di Sigfrido Ranucci risulterebbe però che nel macello mantovano le cose andavano in modo decisamente diverso. Il servizio rilancia interrogativi cruciali sulla trasparenza delle filiere e la tutela dei consumatori. “Due i piani di ragionamento”, spiega Innocenzi in un’intervista rilasciata al giornale Il Fatto Quotidiano -. Il primo riguarda l’industria, che punta a “tagliare i costi e ad aumentare i guadagni, il secondo aspetto riguarda i controlli a sorpresa che non vengono quasi mai eseguiti”. Al contrario, si opera solitamente “con controlli programmati”.

L’azienda però, come riportato dalla Rai, nega con decisione qualsiasi accusa di aver rivenduto carne scaduta. Precisa infatti che «la carne da noi commercializzata non ha mai raggiunto, né tantomeno superato, la propria data di scadenza». Aggiunge inoltre che le normative vigenti permettono il congelamento delle carni fresche refrigerate — conservate tra -1 e 2 gradi — purché tale operazione avvenga prima della data di scadenza stabilita dal produttore. Il congelamento, spiegano, non altera la natura del prodotto, che passa semplicemente da “carne fresca refrigerata” a “carne fresca congelata”. Tutte le procedure vengono effettuate secondo rigidi protocolli di controllo, tali da garantire la completa sicurezza e salubrità del prodotto. Infine, l’azienda ricorda che, per legge, sulle confezioni originarie sottoposte a congelamento deve essere indicata unicamente la data di congelamento.