Home Cronaca Cercasi tecnici sanitari disperatamente, nel Mantovano mancano circa 500 figure professionali

Cercasi tecnici sanitari disperatamente, nel Mantovano mancano circa 500 figure professionali

MANTOVA – Mesi e mesi d’attesa per un esame ambulatoriale (attesa che si riduce drasticamente solo pagando o rivolgendosi a privati): tra le cause principali di questa “malattia cronica” della Sanità pubblica c’è la carenza di personale, e sarà questo il focus della terza edizione del Festival I Care Salute in programma il prossimo 9 e 10 maggio alla Loggia del Grano, con una due-giorni con dibattiti, workshop, premiazioni e attività di promozione della salute. Tra le carenze principali che si evidenziano nel Mantovano ci sono quella relativa ai tecnici di radiologia, per cui si vuole istituire un corso a Mantova, dei tecnici di laboratorio, di logopedisti e di tecnici della prevenzione negli ambienti di lavoro, essenziali per contenere infortuni sul lavoro e malattie professionali, una vera e propria piaga del Paese. Si stima che complessivamente manchino circa 500 operatori tra le varie professioni sanitarie. A inquadrare il focus di questa terza edizione è stato il presidente dell’Ordine Tsrm e Pstrp (Tecnici Sanitari di Radiologia e Professioni Sanitarie Tecniche della Prevenzione e Riabilitazione) di Mantova Alberto Righi ieri durante la presentazione del festival con il tesoriere dell’Ordine Cristiano Rosa e il presidente della Provincia Carlo Bottani. “Uno degli obiettivi principali di questa terza edizione – spiega Righi – è accendere i riflettori sulle serie problematiche che sta affrontando il nostro settore e contribuire a trovare soluzioni. Tra i temi principali del festival ci sarà la pesante crisi di personale nella sanità, non solo tra medici e infermieri come spesso si è portati a pensare, ma tra tutte quelle specializzazioni che rappresentano la plurale ricchezza della risorsa lavoro del Sistema Sanitario Nazionale. Figure professionali indispensabili a garantire, ad esempio, la prevenzione sui luoghi di lavoro, in campo nutrizionale e ambientale, ma anche professionisti della riabilitazione e psicologi del Servizio Sanitario Nazionale. Per non parlare di un quadro normativo ad oggi inadeguato e della retribuzione dei professionisti della salute, largamente inferiore alla quasi totalità dei colleghi europei e inversamente proporzionale alle sue responsabilità e competenze. Una visione moderna della sanità pubblica – conclude – dovrebbe tenere conto della sua pluralità, in cui ogni professione della salute è centrale e strategica”.